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SHIMANO Ultegra e Dura Ace: le novità

SHIMANO Ultegra e Dura Ace: le novità

Il 30 agosto, finalmente, Shimano ha reso noti i nuovi gruppi per bici da corsa a 12 velocità: sono identificati con le sigle Dura-Ace R9200 e Ultegra R8100.

ENDU

11 Ottobre 2021

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Siamo passati dalle 6 velocità dal primo Dura-Ace del 1973 alle 12 di oggi… sembra ieri quando si andava ancora con le 7, 8 velocità e arrivò, nel 1996, il leggendario Dura-Ace 7700 a 9 velocità, coi cavi esterni e longitudinali rispetto al manubrio: Armstrong ci vinse anche il tour e divenne subito un gruppo tra i più ambiti da tutti, preciso, con un ampio range di rapporti, anche bello esteticamente.

Poi, da lì, Shimano il Dura-Ace è progredito in maniera incredibile, grazie alle corse, ai suoi atleti pro e alla voglia di vincere: 10 velocità nel 2004 con il Dura-Ace 7800, il DI2 elettronico nel 2009 e le 11 velocità nel 2012 con il Dura-Ace 9000. Poi i freni a disco idraulici e, ora le 12 velocità elettroniche. Di certo, anche per chi non è appassionato di tecnologia, guidare una bici oggi anche solo rispetto a 10, 15 anni fa, dà una sensazione totalmente diversa, i passi avanti che abbiamo fatto sono molti, innegabili e, perché no, anche alla portata di tutti, grazie all’Ultegra, che da sempre “regala” ottime prestazioni ad un prezzo accessibile anche ai semplici appassionati.

 

 

IL NUOVO SHIMANO DURA-ACE R9200

Solo Wireless DI2

Oltre alle 12 velocità, i nuovi Dura Ace e Ultegra saranno solo elettronici e wireless, usando la nota piattaforma DI2 (o più precisamente semi wireless, visto che sono presenti ancora i cavi elettrici) e le leve di comando sono state profondamente riviste nel design.

Peso totale del gruppo: 2438.5 grammi ca. (se ci pensiamo, tolti una trentina di grammi in più, il peso è pressoché lo stesso del Dura-Ace precedente, il 9100, che pesava 2403.3 grammi ma con un pignone in meno. Segno che Shimano, anche su questo punto, ha lavorato bene).

Una sola batteria per i deragliatori:

i deragliatori sono alimentati dalla medesima batteria ricaricabile, mentre i due comandi a manubrio sono wireless, alimentati ciascuno da una batteria autonoma, a “bottone”.

Cambiata (molto) più veloce:

chi l’ha provato, durante la prova dedicata ai giornalisti, ha evidenziato anche un grande passo avanti dal punto di vista della velocità di cambiata, qualità che impressiona, visto anche il precedente Dura Ace 9100 poteva vantare una buona velocità di cambiata abbinata a una magistrale silenziosità (e anche un settaggio semplice), qualità che lo avevano reso uno dei gruppi più apprezzati anche dagli amatori.

Nel grafico, possiamo vedere i due deragliatori Dura Ace R9250, anteriore e posteriore, messi a confronto con il precedente Dura Ace: la cambiata è più veloce del 58% per i pignoni, scendendo ampiamente sotto gli 0,1 secondi. All’anteriore, si velocizza del 45% il passaggio di corona rispetto al Dura Ace R9100.

 

 

Ricarica sul deragliatore posteriore

Il deragliatore posteriore accoglie caricabatterie, gestisce tutte le funzionalità di sincronizzazione e consente di collegare il sistema a dispositivi terzi. Una luce led segnala le funzioni.

 

 

Nuovo deragliatore anteriore

Maggiore potenza è anche quella garantita dal motore del nuovo deragliatore, che tra l’altro si pregia di un design ancor più compatto (area frontale ridotta del 33% che lo rende più aerodinamico e integrato nel telaio) e che ne limita il peso a soli 96 grammi.

Nuovi comandi (“manettini”)

I nuovi comandi cambio Di2 sono stati radicalmente rivisitati non solo per quel che riguarda l’interazione wireless con i deragliatori, ma anche per l’ergonomia.

Il design dei nuovi comandi propone allora una porzione sommitale più prominente rispetto al passato, e che al tempo stesso appare più orientata all’interno, per consentire al rider di tenere gli avambracci più stretti e ridurre in questo modo l’area esposta all’aria.

I comandi garantiscono maggiore spazio utile tra leva freno e manubrio (+4.6 mm), la leva pulsante interna è posizionata più in basso (+5.1 mm) per essere raggiunta più facilmente dall’indice quando si è in presa bassa.

La stessa leva è stata poi maggiormente distanziata rispetto alla leva anteriore adiacente (+1.5 mm) per ottenere una maggiore sensibilità tattile utile – tra l’altro – quando si indossano i guanti.

Posizione più interna degli avambracci, posizione che “fa molto aero” spesso stanno così anche i pro che cercano infatti di avvicinare gli avambracci anche con manettini non studiati appositamente.

 

 

Nuovi anche i comandi satellite (i pulsantini per cambiare in altre posizioni)

Aggiornati totalmente anche i comandi satellite di azionamento “remoto” della trasmissione, ora con fattezze ancor più piccole in modo da renderli adattabili a tutte le porzioni della curva manubrio e tra l’altro provvisti di una parte modulare che assicura loro una adattabilità ancora maggiore sulla varie parti e sui vari tipi di manubrio.

L’App E-Tube

Il nuovo Dura-Ace è ovviamente compatibile con la app E-Tube, che permette di impostare le cambiate sincronizzate o semi-sincronizzate, cambiate multiple, la velocità del cambio e di mappare i pulsanti dei comandi da impostare in movimento.

Rapporti

L’intervallo nello sviluppo metrico e lo scarto tra una moltiplica e l’altra naturalmente si ampliano, sfruttando l’ ”assist” della velocità in più presente sulla cassetta.

 

Pacco pignoni

La  scala a 12 pignoni consente di semplificare il bouquet a tre opzioni disponibili:

 

11-28

11-30

11-34

 

 

Corone

Per i corridori c’è spazio per la nuova accoppiata 54-40 (frutto di una richiesta diretta arrivata proprio dal mondo delle corse prof).

Questa va a sostituire la vecchia e “mitica” 53-39, compagna di tanti pro ma anche degli amatori degli anni ‘90 che amavano scalare le montagne da “duri”… per i pro e i watt che hanno, va bene anche il 54-40, evidentemente.

Per i ciclisti più allenati o che non fanno troppa salita c’è poi la 52-36 e per finire c’è la più “leggera”, la classica e molto diffusa compact 50-34.

La nuova guarnitura a 5 bracci Hollowtec II (anche con Powermeter)

A livello strutturale la guarnitura conferma l’architettura a cinque bracci internamente cavi (tecnologia Hollowtec II); il design è stato aggiornato, con forme più aggressive e “muscolose”.

Confermato l’asse integrato in acciaio da 24 millimetri e il fattore Q da 148 millimetri. Le stesse caratteristiche dimensionali valgono anche per l’opzione Powermeter della guarnitura, con rilevatore di potenza, che per la prima volta viene estesa anche alla serie Ultegra.

Per entrambe le serie – sia la Dura-Ace che la Ultegra – la nuova guarnitura Powermeter Dual Sided garantisce una precisione nella rilevazione con margine di errore limitato al +/-1.5%. La batteria agli ioni di litio della guarnitura Powermeter si ricarica con lo stesso cavo che serve per ricaricare la batteria dei deragliatori.

 

 

Catena e corpetto ruota libera

(compatibile con gruppo MTB XTR e corpetto 11v)

I nuovi sistemi trasmissione a 12 velocità utilizzano la stessa catena della trasmissione da mtb Xtr (anche questa “12v”), richiedono un (minimo) adeguamento dimensionale nella distanza tra pignoni, ma utilizzano un corpetto con la stessa spaziatura utile del precedente.

Nel caso della componentistica di classe Dura-Ace quest’ultimo ha fattezze molto simili – ma  non uguali – al corpetto di generazione Microspline dell’Xtr – ma una calettatura studiata appositamente per le trasmissioni a 12 di classe Dura-Ace (o Ultegra).

Aggiungiamo però che le nuove trasmissioni Shimano “road” a 12 velocità sono perfettamente utilizzabili su tutti i sistemi ruota con vecchio corpetto HG a 11 velocità,ampliando in questo modo la fruibilità del sistema anche a chi non volesse dotarsi delle ruote di nuova generazione cui accenneremo in seguito.

Freni a disco (niente più “zin zin”)

Per evitare lo sfregamento con i rotori, la distanza tra le due pastiglie è stata maggiorata del 10% , di conseguenza la corsa utile della leva è aumentata (+13%), ma la maggiore ampiezza non ha portato a depotenziare la frenata.

Tutto questo grazie alla tecnologia ServoWave impiegata sui comandi e mutuata dagli impianti Shimano da mtb e gravel. A livello strutturale, inoltre, le pinze in alluminio passano da quella a due, a una più solida struttura monoblocco. L’architettura e la struttura del nuovo impianto hanno permesso di ridurre di ben il 66% la deformazione possibile sui rotori, ancora una volta a beneficio dell’efficienza di frenata e della silenziosità dell’impianto.

L’impianto a disco diventa ora anche molto più facile da manutenere, visto che per effettuare lo spurgo ora non serve più rimuovere le pinze dal telaio.

 

 

IL NUOVO SHIMANO ULTEGRA R9200: LE DIFFERENZE RISPETTO AL DURA ACE

Rapporti

Diversamente dal Dura-Ace i rapporti Ultegra prevede solo i pacchi pignoni 11-30 e 11-34, i due plateau 50-34 e 52-36 sulla guarnitura.

Guarnitura con misuratore di potenza

La grande novità del gruppo è che per la prima volta è stata introdotta l’opzione della guarnitura con il rilevatore di potenza, esattamente come accade per la classe superiore Dura-Ace.

Peso superiore

Ovviamente, le lavorazioni diverse cui sono sottoposte le parti Ultegra, producono un peso complessivo superiore.

Per la precisione il gruppo completo Ultegra di serie 8100 a 12 velocità pesa 2716,5 grammi (pacco 11-30, guarnitura 52-36 170 mm), ovvero 277,5 in più rispetto al “fratello maggiore” Dura-Ace di classe 9200.

 

LE NUOVE RUOTE DURA-ACE E ULTEGRA

C36, C50 e C60

 

 

Insieme ai gruppi nasce  un’intera famiglia di ruote “dedicata”, sia di serie Dura-Ace che Ultegra. Entrambe le famiglie utilizzano lo stesso cerchio di nuova generazione in carbonio, con standard dimensionali che si adegua ai canoni più attuali (gola interna da 21 mm, larghezza esterna da 28 mm).

Tre i profili del cerchio: 36, 50 e 60 millimetri (Con i nomi C36, C50 e C60)

I modelli di classe Dura-Ace saranno per tubeless e tubolare (ma i secondi saranno destinati principalmente ai prof) e solo tubeless per le Ultegra.

Tra Ultegra e le Dura-Ace la differenza è nello spessori dei raggi in acciaio (più sottili per le Dura-Ace), ma soprattutto nella struttura e nella architettura dei mozzi in alluminio.

Quelli di classe Dura-Ace sono più “scaricati” di materiale e soprattutto si avvalgono sul posteriore del nuovo meccanismo di ingaggio trasmissione di tipo diretto, che attraverso una architettura di ratchet e dischi interfaccianti, migliora la rapidità dell’ingaggio trasmissione rispetto alla precedente e “classica” struttura con cricchetto ed arpioni.

Inoltre, il corpetto delle ruote di classe Dura-Ace è in alluminio, compatibile solo con pignoni Dura-Ace a 12 velocità, mentre quello di classe Ultegra è in acciaio ed ha un’architettura interna con i tradizionali cricchetti direct engagement shimano

 

 

Pesi (versione tubeless)

 

Dura-Ace C36: 1.338 grammi la coppia

Dura-Ace C50: 1465 grammi

Dura-Ace C60: 1609 grammi

Ultegra C36: 1.481 grammi la coppia

Ultegra C50: 1562 grammi

Ultegra C60: 1642 grammi