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Ridere sempre è il segreto per vincere!

Ridere sempre è il segreto per vincere!

Desidero raccontare come ho vissuto questa mia prima 50 km (Tartufo Trail Running – Calestano 9 ottobre 2016, ndr), ma […]

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28 Ottobre 2016

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Desidero raccontare come ho vissuto questa mia prima 50 km (Tartufo Trail Running – Calestano 9 ottobre 2016, ndr), ma per farlo devo fare un passo indietro.
Partiamo dal giorno prima… Ero molto agitata e ho chiesto consiglio a un paio di miei amici, oltre che campioni di lunghe distanze. Le mie prime domande riguardavano l’alimentazione: “Come e cosa devo mangiare?”. Una vera e propria tortura per estorcere loro, ogni piccolo particolare che potesse aiutarmi in gara!
Sveglia alle 5.30 del mattino, colazione con albume, tè caldo, fette biscottate con miele e cereali. Dopo essermi assicurata di aver messo tutto nel borsone parto per la gara.

Molto agitata arrivo a Calestano, paesino di montagna sulle mie colline a pochi chilometri da dove abito. Parcheggio e mi metto in fila per  il ritiro del pettorale, quindi torno alla macchina e mi preparo con tutto il materiale. Mi incammino verso la partenza,  finché non trovo un amico con il quale scambio due parole, è lui notare che non ho messo il pettorale! “Oddio cominciamo bene”, penso. Mi precipito verso la macchina, non posso perdere lo start. Faccio la spunta e solo dopo un minuto viene dato il fischio d’inizio: che l’avventura abbia inizio!

L'arrivo di Barbara, sorridente, insieme a uno dei compagni d'avventura
L’arrivo di Barbara, sorridente, insieme a uno dei compagni d’avventura

Parto con molta calma sapendo di non essere abbastanza allenata, anzi per niente, dopo pochi chilometri prendo il passo e inizio a scaldarmi.  Incontro un ragazzo che vive a Milano e cominciamo a parlare del più e del meno, intanto le gambe e le braccia vanno tranquille. Arriviamo al primo bivio che divide la 17 con la 28 km: “Aiuto, ce sono ancora parecchi di chilometri!”

Al secondo bivio che divide la 28 con la 50 purtroppo dobbiamo salutarci. Continuo il mio percorso da sola, ma ogni tanto incontro qualche amico che mi incoraggia, mi dà la forza per andare avanti e non mollare, mi urlano: ” Barbara sei bravissima continua così!” menomale che ci sono anche loro! Dopo qualche km ho bisogno di alimentarmi, mi fermo per mangiare, quando incrocio un’altra ragazza che mi viene incontro “Tutto bene? Ciao io sono Chiara”. Si presenta. E anche con lei comincio a parlare del più e del meno. Poco più avanti altri due ragazzi si uniscono al nostro cammino e alle nostre chiacchiere. Giungiamo in cima al Montagnana: c’è un freddo pazzesco, non sento più le mani, ci fermiamo per mangiare e bere, ma ripartiamo subito per non raffreddarci troppo. Raggiunto l’ultimo bivio, Chiara ci saluta e prosegue per la 66 km, mentre insieme agli altri due compagni di avventura proseguiamo fino a 40esimo ridendo e scherzando: non ho mai riso così tanto in una gara!

barbara aledda
Stanca, ma felice: il sorriso di Barbara all’arrivo, dopo 50 km

Un ristoro, ci sono due miei amici che mi abbracciano e mi passano al telefono un mio compagno di squadra, Ivan: “Barbara siamo qua, dai che ti stiamo aspettando tutti, forza non mollare che ti mancano solo 10 km”! Queste sono le sue testuali parole. È vero 10 km, dopo averne fatti già 40 non sono pochi, ma ho dentro tanta di quella carica che è impossibile lamentarsi!

Riparto sempre con i due  ragazzi conosciuti sul percorso: abbiamo ormai fatto metà gara insieme, ridendo e scherzando, non è certo questo il momento di mollare! A 5 km dall’arrivo al posto delle gambe abbiamo due pezzi di legno, ci si potrebbe fare un tavolo…non vanno più. Ci incitiamo l’uno con l’altro, facendo anche strani versi, che interpretiamo come stanchezza! Finalmente siamo qui, quasi arrivati: ecco il primo passo sull’asfalto, ormai è fatta! Corriamo giù dalla discesa, giriamo a sinistra ed ecco lì il tappeto giallo che ci aspetta insieme alla mia squadra ad attendermi!

Sono arrivata, ancora non ci credo: Ridere sempre, è il segreto per vincere!

di Barbara Aledda
#VENGOLÌDICORSA

Photo Credits: Italo Spina

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