Vanity Metrics, VO2Max e Dintorni

Vanity Metrics, VO2Max e Dintorni

Riccardo Mares

Quanto sono importanti le metriche che i nostri gioielli tecnologici ci danno? Quanto dobbiamo prestare attenzione al VO2Max?

13 Luglio 2020

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Uno degli effetti dei social network e della voglia di condividere, è stata la rincorsa a metriche vanity, così vengono chiamate nel mondo del web marketing.

Perché si chiamano “vanity metrics”? Perché sono metriche di facile compensibilità che però hanno una corrispondenza non proprio diretta con la realtà della misurazione delle performance. Un classico sui social network è valutare il numero di follower, quando in realtà chi è del mestiere sa bene che la qualità di un profilo va ben oltre il numero di follower, ma nella capacità di coinvolgere e fare comprare, perché sempre di fatturato si parla. Per chi è un po’ più anziano nel web, anni fa si parlava di Klout…

Il parallelismo nel mondo dello sport è il medesimo anzi ancora più semplice. La metrica di performance per eccellenza è il tempo su una certa distanza (meglio se in gara!): personal best 5km, personal best 10km, personal best half marathon e via andare. Perché “meglio se in gara”? Perché è stra-provato che i fattori ambientali e l’eccitazione della gara ci permettono di superare alcuni nostri freni mentali.

Così il marketing – perché di quello si tratta – ha preso in prestito metriche di rilevazione “parziale” delle performance per mostrare i muscoli e magari suscitare qualche link in più e un po’ di invidia.

Il VO2max è la metrica che rappresenta il massimo volume di ossigeno consumato per minuto (in millilitri) per chilogrammo di peso e definisce il livello cardiorespiratorio e aerobico personale. E’ un valore che descrive quindi la capacità dell’organismo di portare l’ossigeno raccolto dai polmoni in tutte le parti del corpo, attraverso il sistema circolatorio, per poterlo usare come parte del processo di produzione di energia. (fonte Garmin)

La tecnologia oggi ha fatto passi da gigante per inserire in dispositivi portabili la rilevazione di metriche complesse. Nel caso del VO2Max da qualche anno è apparsa nei dispositivi di fascia più alta con grande gioia degli appassionati di numeri e statistiche.

È però necessario essere consapevoli che tali rilevazioni sono approssimazioni che vengono calcolate partendo da dati rilevati (passo, cardio, respiro) e sottoposte a calcoli algoritmici per arrivare a valori che abbiano una confidenza accettabile.

Qui un video di un sistema professionale di misurazione del VO2Max:

Come vedete abbiamo una rilevazione della respirazione e un ECG (Elettro Cardio Gramma).

Attenzione: NON sto dicendo che quello che vi dice l’orologio sia inutile.

Sto dicendo che dobbiamo trattare quel dato con attenzione. In primis dobbiamo capire che quella metrica dipende da moltissimi fattori: stato personale, temperatura, umidità, comportamento cardiaco, comportamento respiratorio, …

In seconda battuta dobbiamo analizzarlo con una visione un po’ più dall’alto. Non preoccupiamoci se il nostro stato varia di 1-2 punti, soprattutto con repentini cambi di temperatura o di tipologie di allenamento: poniamo invece attenzione se – a seguito di allenamenti mirati – non avvengono consistenti modifiche, soprattutto a chi è in una fase iniziale dell’allenamento. Concentriamoci piuttosto analizzando il nostro stato di forma, sulla cadenza, sull’oscillazione, su check delle nostre performance sui 3-5 km. 

Ovvio che tra un VO2Max di 30 e uno di 60 c’è un abisso. Kipchoge ad esempio – conosci vero? – pare abbiamo 78. Oskar Svendsen, ciclista, pare superi i 97!

Per allenare il VO2Max – che rimane elemento importantissimo nello sport di endurance – si consigliano allenamenti in soglia o al limite della soglia. Quindi ben vengano i medi, i progressivi o le ripetute lunghe. Ma lascio ai vostri coach l’onore e l’onere di stabilire l’allenamento più adatto.

Nel frattempo se vuoi approfondire altre modalità per la misurazione del VO2Max, ti rimando all’articolo del nostro Andrea Toso sul Test di Cooper.

Aggiungo – per concludere – una domanda che spesso si legge nei forum che riassumo “come fare se faccio anche attività su tapis roulant tradizionale, o attività non tracciate”? Ovviamente quelle attività NON modificheranno direttamente il tuo VO2Max, ma saranno protagoniste per migliorare le tue performance future e quindi il resto dei parametri prestazionali.

Buone corse e ricordiamoci sempre che – per la maggior parte di noi – è una valvola di sfogo e divertimento! 

ps: se non l’hai già fatto iscriviti al mio canale Telegram “MerlinoxRuns

 

credit: Memorial Hermann

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