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Passo Buole Xtreme 2016: Longo e Calvetti senza pari

Passo Buole Xtreme 2016: Longo e Calvetti senza pari

Sono Tony Longo e Serena Calvetti i dominatori della seconda Passo Buole Xtreme, granfondo di Mtb disputata ad Ala, nel […]

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19 Settembre 2016

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Sono Tony Longo e Serena Calvetti i dominatori della seconda Passo Buole Xtreme, granfondo di Mtb disputata ad Ala, nel Trentino meridionale, domenica 18 settembre, lungo un tracciato di 43 km ricavato in gran parte su strade militari costruite dall’esercito italiano cento anni fa durante la Grande Guerra.

Entrambi sono stati protagonisti di una prestazione maiuscola conclusa con una vittoria per distacco sul traguardo posto nella centralissima Piazza san Giovanni, da dove la gara aveva preso il via alle dieci.

Tony Longo arrivo_Michele_Mondini-14

Per Longo (Asd Sc Prealpi) si tratta del bis del successo 2015 e anche della settima vittoria nelle 34 gare disputate in stagione. Tra queste quella al circuito Alpen Trophy in Austria.

Serena Calvetti_Michele_Mondini-21

La piemontese-veneta Serena Calvetti (Team Korratec-Keith) ha vinto, invece, alla sua prima partecipazione, della manifestazione organizzata alla perfezione dalla società ciclistica di Ala e nobilitata da oltre 500 iscritti di tutto il Nord Italia.

Floewr Cerimony Maschile_Michele_Mondini-18

Il podio maschile è stato completato dal veneto Michele Casagrande (Team Korratec-Keith) e dal trentino Ivan Degasperi (Team Todesco).

tri vincitrici donne_Michele_Mondini-29Tra le donne a impersonare il ruolo di damigelle d’onore sono state la trentina Lorenza Menapace (Team Carpentari) e la veronese Lorena Zocca (SC Barbieri), rispettivamente seconda e prima lo scorso anno. La PBX si è confermata classica di fine stagione tra le granfondo italiane capace di attirare l’attenzione di atleti e team di primo piano.

Michele_Mondini-9

Il ritmo imposto da Longo e Calvetti ha subito tolto ogni velleità ai rivali. L’azzurro ha scollinato con alcuni minuti di vantaggio su Casagrande, riuscito a sua volta a distanziare Degasperi. Sul traguardo ha chiuso in 1h59’18”70 con quasi sei minuti di vantaggio sul rivale (2h05’17”40) e oltre tredici sul trentino (2’12’57”20), il cui palmares stagione propone tra l’altro il titolo italiano tricolore e il quarto posto ai Mondiali Uci Master a Vermiglio.

Gruppo sul percorso2_Michele_Mondini-4

Identica la fotografia nella gara femminile con le posizioni sul podio già cristallizzate in quota. Serena Calvetti affianca la vittoria in Vallagarina al bronzo conquistato agli italiani di Courmayeur. Chiude in 2h38’09’78 con oltre due minuti sulla trentina Menapace (2h40’55”04) e oltre nove sulla veronese Zocca (2h47’24”30).

Entusiasmante è stata peraltro la discesa in single track del Rom oggetto di mirati interventi svolti nelle ultime settimane dal gruppo coordinato da Marco Emanuelli. Lavori capaci di strappare entusiastici giudizi ai partecipanti. Si è pedalato in una giornata caratterizzata da un pallido sole, ma praticamente senza pioggia (caduta leggera solo nel finale di gara) e anche la prestazione dei concorrenti ne ha guadagnato, tanto che Longo ha chiuso con un tempo inferiore di un minuto rispetto al 2015, nonostante alcune varianti apportate al tracciato.

Michele_Mondini-12

“Fare il bis qui ad Ala era importante – commenta Longo – considerando anche il campo dei partenti. La gara è proprio bella con una salita impegnativa e una discesa che gli organizzatori hanno preparato molto bene”. Elogi ai quali si è associato Casagrande. “Passo Buole Xtreme è veramente una gara piacevole. A decidere la classifica è stata la salita: quando ho visto Longo allungare l’ho lasciato andare, è tra i più forti scalatori d’Europa e sarebbe stato controproducente tentare di tenere il suo passo. Bella la discesa, divertente”. Sulla stessa linea Ivan Degasperi che centra l’ennesimo podio della stagione. “Ho pedalato in scioltezza con il mio ritmo. Solo nel finale della discesa ho controllato in compagno di squadra del Team Todesco, Mattia Lorenzetti. In discesa mi si fatto sotto (ha chiuso a 19” – ndr) e ho cercato di controllarlo per tenere il podio. Ma devo dire che se vi fosse salito al mio posto sarei stato altrettanto contento”. Quinto, un po’ a sorpresa, il bresciano Vittorio Oliva (X Team CarbonHubo), che vanamente ha tentato di agganciare i due rivali nella lotta per il podio.

Gruppo sul percorso_Michele_Mondini-3

Elogi al percorso anche dalla Calvetti. “Il tratto in discesa in sigle track è veramente spettacolare. Normalmente ti trovi strade larghe che non chiedono alcuna finezza tecnica. Il sentiero del Rom è invece bello, giustamente impegnativo, ha un fondo preparato con grande professionalità ed è molto divertente. Peccato doverlo percorrere in gara e non gustarsi lo splendido paesaggio della valle dei Ronchi. Devo proprio tornare qui a pedalare tranquillamente per gustarmelo fino in fondo. Complimenti alla Ciclistica di Ala”.

Tony Longo_Michele_Mondini-1

Il percorso di 43 km con 1.790 metri di dislivello prevedeva passaggi attraverso le vie del centro storico di Ala, sulla Strada Romana per poi puntare verso il Santuario di San Valentino. Lungo la salita dei Capitelli si imboccava poi la strada che porta a Passo Buole (Termopili d’Italia) e Malga Val di Gatto. Da qui si proseguiva per Cima Perobia. Successivamente si imboccava il Sentiero verso la Località Rom, nella frazione di Ronchi Ala per raggiungere la località Schincheri, percorrendo in discesa la Strada della Stella e la valle del Torrente Ala. Si chiudeva con il ritorno nel centro storico di Ala e l’arrivo nella suggestiva Piazza San Giovanni. Non a caso lo slogan scelto dalla società ciclistica Ala è pedalare nella storia, lungo una strada realizzata cento anni fa dall’Esercito italiano durante il Primo Conflitto Mondiale, che proprio nella zona di Passo Buole, ad Ala e nella Vallagarina, ebbe alcuni strategici momenti chiave. Sull’ormai classico tracciato di Passo Buole con l’affascinante discesa single track del Rom i vulcanici esponenti della ciclistica di Ala hanno inserito alcune piacevoli novità: innanzitutto il passaggio nel vigneto di Mauro Cavagna nel tratto finale del Rom (aperto esclusivamente per la gara di domenica) e poi il transito all’interno della vecchia segheria nei pressi di Maso Michei: una emozionante finestra sulla valle dei Ronchi.

 Photo credits: Michele Mondini