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Nuovi Lock Down Nuove Virtual Run

Nuovi Lock Down Nuove Virtual Run

Torna il lockdown, o il suo spettro, e si torna a parlare di Virtual Run. Io non amo le corse virtuali – mi sento puffo brontolone – però… però… però se ci permettono di… Scopriamo insieme cosa.

Riccardo Mares

19 Novembre 2020

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Dopo un’illudente chiusura estiva, il mondo della corsa amatoriale rientra nel tunnel del lock down e nella ripresa delle virtual run. Sia ben chiaro, il lock down ha effetti ben peggiori di fermare il movimento del running, anche se l’indotto legato all’attività meta-agonistica è un bel colpo per tutto ciò che ruota attorno ad un evento della portata di una mezza maratona o maratona.

Oggi siamo probabilmente alle porte di un nuovo lockdown totale e probabilmente l’ago della bilancia non è determinato né dal governo centrale, né dalle regioni, ma dalla maturità del popolo italiano.

In questo periodo di incertezza ci è ancora concesso allenarci: dobbiamo cogliere questo dono con maturità, evitando di correre in gruppo ed evitando di correre in spazi affollati, magari avendo la precauzione di mettersi nel  marsupietto un sacchettino con una mascherina, ce ne fosse bisogno.

Spente le gare, hanno ripreso a fiorire le virtual run, che tanto tam tam avevano generato nel blocco totale di marzo. Personalmente non amo le gare virtuali, le trovo eccessivamente distanti dalla realtà della gara vera, però… 

Però penso che in un periodo come questo possano essere uno stimolo per continuare ad allenarsi con continuità, uno stimolo per porsi degli obiettivi di tempo e dei mezzi per coinvolgere più persone nel mondo dello sport.

Uno degli effetti positivi del precedente lockdown è stato proprio quello di portare nuove persone ad avvicinarsi all’attività sportiva e – contrariamente a molte corvate – molti di chi ha iniziato in quel periodo ha poi perdurato. Ciò non può che essere una conseguenza assolutamente positiva. Questi alcuni dati che presenta Garmin in un suo articolo:

L’Italia segna un +130% delle attività di running indoor, la Spagna +84% e la Francia +18%.

In queste settimane il mondo della corsa si sta muovendo sulle note dell’Ekiden, evento organizzato da ASICS e RunKeeper, sull’onda della storica maratona a staffetta che coinvolge gli studenti Giapponesi. Perché lo cito, perché l’amico Mimmo, che davvero non ha nulla da dimostrare a livello di cronometro già atleta elite, ha approfittato dell’evento per sensibilizzare l’importanza dello sport anche per chi è meno fortunato di noi e per chi quotidianamente aiuta il prossimo supportato dallo sport.

Mimmo ha quindi deciso di fare una squadra straordinaria: Paolo ipovedente, Vincenza e Michele sono in carrozzina, Allen ha la sindrome del X fragile, Luigi ha la sindrome di Down. A loro si aggiunge ormai il famosissimo Chris Nikic che non ha permesso alla sindrome di Down di correre più veloce di lui nell’Ironman, si quella gara di triathlon folle che per tanti di noi è un ostacolo insormontabile anche solo pensare che esista.

Concludo, non voglio annoiarti: non amo le virtual, ma ho imparato (sto imparando) che c’è sempre un lato positivo delle cose e che dobbiamo essere sempre pronti ad approfittare di ciò che la vita ci pone davanti: un bel mix di resilienza e serendipity che tradotti in termini volgari significa vivere pienamente. Il sole c’è sempre, solo che a volte per rivederlo dobbiamo scalare le montagne!

Se le virtual ci permettono in questo periodi di continuare a infilare gli scarpini con entusiasmo, di coinvolgere nuove persone verso il mondo dello sport e di toglierci qualche soddisfazioni, beh ben vengano anche le virtual… che continuano a non piacermi, sia inteso ;)

Per coloro che invece approfittano delle virtual race, per falsificare risultati… beh davvero merita che perdiamo tempo a scrivere e leggere?

Grazie per avermi letto.

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