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Minuti per km, approssimazioni e cautele

Minuti per km, approssimazioni e cautele

Quando si inizia a correre la velocità diventa improvvisamente misurata in minuti per km, e non più km/h, dato di più facile lettura e maggiore precisione

Andrea Toso

14 Aprile 2021

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Quando iniziamo a pensare in Minuti per km è il momento in cui stiamo diventando dei runner.

Dopo l’acquisto di un nuovo sportwatch per la corsa, andiamo a settare le impostazioni di registrazione dati: oltre a scegliere tra sistema metrico o imperiale (in miglia), ci viene richiesto se visualizzare la velocità in km/h o il passo in minuti per km.

Avete mai pensato al reale motivo per cui, vestiti da runner, siamo così vezzosi da raccontare e misurare la velocità del nostro viaggio in minuti per km anziché in km/ora come il resto del mondo?

Anche non possedessimo una mente matematica, e temessimo che i discorsi successivi siano troppo complicati, seguiamo il cammino, è più facile di quel che pensiamo…
Tutto sta nel capire quanto l’approssimazione decimale diventi scomoda guardando il nostro sportwatch se ragionasse solo in km/h e non in minuti per km: se corressimo a 12 km/h tondi tondi, staremmo impiegando 5 minuti per km tondi tondi, a 13 km/h saremmo a 4’37” minuti per km. In bicicletta questa approssimazione pesa molto meno, anche perché le velocità che si tengono sono molto maggiori.
Se ci limitiamo un decimale l’approssimazione già diventa grossolana: da 12 passiamo a 12,1 km/h,  in minuti per km a 4’58”. Da 13 a 13,1 i 4’37” diventano 4’35” minuti per km.

“Solo” 2 secondi.

Solo?

minuti per km

Andiamo a vedere quanto cambino questi due secondi, un primo decimale di velocità, sul calcolo della prestazione in gara, una 10 km ed una mezza maratona:
per una 10 km. A 12 km/h o 5 minuti per km impiegherò 50 minuti, andando a 12,1 km/h impiegheremo 49’40”, e correndo sappiamo quanta differenza ci sia, se poi ragioniamo sul calare a 11,9 km/h sforeremo i 50’ sempre di 20 secondi.
per una mezza maratona. Il gap, dato che la matematica non è un’opinione, raddoppia, ed in più manca ancora quel km e 97,5 metri a completare il percorso. Andando a 12 km/h impiegheremo 1h45’30”, andando a 12,1 km/h saliremo a 1h46’12” con il passo di 5’02” minuti per km, accelerando a 12,1 o 4’58” scenderemo a 1h44’47”.

Per avere un dato accettabile dovremmo aggiungere un secondo decimale dopo la virgola, e la visuale di uno sportwatch diventa abbastanza complicata ragionando in centesimi. Diventa più immediato misurare sessantesimi di minuti per km.

Correndo a piedi l’approssimazione è accettabile solo se non si hanno obiettivi: corriamo più o meno 5 km, corriamo circa 30 minuti, corriamo in regime aerobico perché abbiamo fiato per parlare.
Sono approssimazioni che, nel momento in cui iniziamo a ragionare per obiettivi, non sono più accettabili.

Quando un tachimetro ci segnala che siamo a 12 km/h, l’intorno che viene segnalato è tra 11,95 e 12,05 km/h, che in minuti per km significa tra i 5’01” e 4’59”, che significa chiudere una 10 km in 50’10” o 49’50”. Non sono niente questi secondi, ma nella nostra coscienza competitiva sono invece un’eternità: possono significare vittoria o sconfitta del periodo che ci ha portati a quella gara o a quell’allenamento. Il personal best o una prestazione che avrebbe potuto esserlo.

Le approssimazioni nella rilevazione sono tra l’altro normali negli sportwatch, dato che i satelliti GPS sono lontani 20.000 km dalla terra (Galileo 23.000!) e le cause per una limitata ricezione, o disturbo del segnale sono inevitabili. Non per niente le aziende tendono ad abbandonare il ritmo istantaneo minuti per km a due decimali (5’03”, 5’07”) approssimando al secondo 0” o al 5”.

Quando in gara ufficiale passiamo un cartello di segnalazione del km (misurato con la cordella metrica) e l’orologio non ci segnala lo split, il problema è dovuto al sistema globale GPS, come pure quando corriamo con un compagno di allenamento ed abbiamo diverse rilevazioni. Non al nostro sportwatch, né tantomeno può essere errata la distanza, chiedete agli organizzatori che tracciano i percorsi cosa significhi una notte a segnare il percorso… esempi lampanti di discrepanze li abbiamo lavorando in pista di atletica, quando 400 m spesso si esauriscono qualche metro dopo la reale distanza segnata sul tartan.

minuti per km

In altri tempi sarebbe stato utile raccontarvi come trasformare minuti per km in km l’ora, ma tra app per smartphone e google non è più urgente, basta una veloce ricerca.

Per avere una lettura più immediata della velocità quando utilizziamo uno sportwatch nel running meglio scegliere il protocollo minuti per km, e quando potremo tornare in gara sarà meglio fare come Giorgio Calcaterra, che provvede personalmente allo split quando passa al cartello di segnalazione.

Certo che su gare come il Passatore o la Wings for Life diventa davvero un lavoro aggiuntivo!!!

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