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Mezza sul Brembo: Befana style

Mezza sul Brembo: Befana style

L’Epifania, tutte le feste si porta via… Così si dice. Il 6 di gennaio, quasi ultimo giorno di festa, hai […]

Running Charlotte

11 Gennaio 2017

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L’Epifania, tutte le feste si porta via…

Così si dice. Il 6 di gennaio, quasi ultimo giorno di festa, hai diverse opportunità da sfruttare: ultimo pranzo prima della dieta, ingordigia da dolciumi e calze di Frozen con i bambini, scherzi con i vecchi compagni, tornei di calcio balilla o… oppure corri una Mezza Maratona.

Per una volta so a chi dare la colpa per una scelta così poco “Natalizia”… Prima del Natale, mi è scappato un “sì” al mio amico di corse per questa fantomatica “Mezza sul Brembo“.IMG_6282

Un po’ perché correre in compagnia è un’ottima occasione per un pranzo post gara quantomeno interessante, un po’ perché gli amici sono gli amici, un po’ perché detesto la mia abituale solitudine festiva e un po’ perché, prima di Natale, ci sentiamo tutti pieni di energie in vista della vacanza.

Il risultato è che alle 8 del mattina a Dalmine c’erano un paio di gradi sotto lo zero e l’idea di correre 21 chilometri non era delle più forti.

La mia “tattica” di gara non era una tattica di gara, nel senso che non mi avrebbe di sicuro portata a fare il mio best time: iniziare a 4’50” e scendere di 5 secondi ogni 2 chilometri.

Questo tipo di progressivo permette di arrivare a conoscere il punto di “rottura” e cioè capire qual è la velocità di soglia.IMG_6314

Al 15esimo chilometro ho provato ad accelerare scendere a 4’15”, ma ho iniziato ad avvertire una fitta la fegato, poi  crampi allo stomaco, poi i muscoli si sono fatti così pesanti da non lasciarmi scampo. Ho rallentato e chiuso in un onesto 1h35min51secondi.

Due sono i vantaggi di questo tipo di “allenamento” in gara:

1- hai la percezione di dove andare a lavorare. Io per esempio sono consapevole che per migliorare devo limare quel limite e portarlo magari a 4’10”

2- la prima parte della gara viene corsa in relativa scioltezza. Questo ti dà l’opportunità di goderti il panorama.

Per quanto riguarda il secondo punto, finalmente una gara che ho visto e apprezzato.

La Mezza Sul Brembo parte dal centro di Dalmine, cittadina nell’interland di Bergamo diventata famosa per la sua immensa acciaieria, la Dalmine.IMG_6313

Io ho un debole per le acciaierie, per gli altiforni e per l’idea che l’uomo sia in grado di trasformare un metallo in qualcosa di duttile, plasmandolo. A Dalmine ci ero stata un bel po’ di anni fa proprio per apprezzare una mostra sulla storia di questo colosso del metallo. Affascinante.

Il percorso poi si snoda per le campagne, tra cavalcavia, campi e frazioni.

Fila leggero e liscio, gentile e piacevole. Al quinto chilometro una salita toglie un po’ di energie, ma passa in sordina, tra la claque di befane travestite da umani e umani travestiti da befane per l’occasione.

Su tutto il percorso regna ordine ed ottima organizzazione, fino all’arrivo, dove per percorrere gli ultimi 100 metri bisogna fare un angolo di 180 gradi e ritornare sui propri passi. Quasi uno scherzo, quando pensi di essere arrivato, già sul tappeto blu degli ultimi metri, il tappeto gira e di fronte a te i 100 passi più duri della gara.IMG_6292

 

Una Befana folcloristica mi dà un cinque ammantato di saggina, mi faccio incoronare, regina delle “tapascione”, felice di essere al termine di un test durissimo, con la consapevolezza che l’immancabile Osteria la Vecchia Ferrovia mi saprà restituire la forza per sorridere ancora, e ancora e ancora!

Info su: http://www.mezzasulbrembo.it/