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L’impresa di Andrea Marcato: l’italiano che ha vinto la “Self Transcendence 3100 Mile Race”

L’impresa di Andrea Marcato: l’italiano che ha vinto la “Self Transcendence 3100 Mile Race”

Di origini veneziane, classe 1982, Marcato è un vero professionista dell’endurance. Al suo attivo imprese (e distanze) che hanno dell’impossibile.

Tatiana Bertera

03 Dicembre 2021

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Correre, correre e ancora correre. A perdifiato, allo sfinimento, fino a che le gambe sembrano fermarsi e i muscoli iniziano a bruciare. Eppure continuare, non mollare, perché in quella corsa perpetua e (all’apparenza) senza fine, in quel Panta Rei che si ripete senza fine, atleti come il veneziano Andrea Marcato riescono a trovare un senso di soddisfazione senza eguali. Corse come la Sri Chinmoy Self Transcendence 3100 Mile Race di New York sono ultramaratone di più giorni che assumono, per chi riesce a portarle a termine, la forma di veri e propri viaggi spirituali. Un qualcosa che va oltre le singole capacità umane, perché laddove il fisico sembra non arrivare, arriva la testa.

Ed è proprio alla mitica Self Transcendence 3100 Mile Race (giunta alla sua 25sima edizione) che Andrea Marcato si è imposto, segnando il miglior terzo tempo di sempre. Tanto per capire di cosa stiamo parlando, la gara è stata definita il “Monte Everest dell’ultra-corsa”, un “nomignolo” che, tuttavia, non si allontana neppure vagamente a quello che  – realmente – questa corsa rappresenta per il mondo dell’ultra running su strada. Tanto per fare un esempio sono oltre 4mila le persone che, dalla prima ascesa, hanno raggiunto la vetta dell’Everest; ma sono solamente 44 quelle che, negli ultimi 23 anni, sono riusciti a portare a termine questa folle corsa.

 

 

La gara

Iniziata il 5 settembre, la competizione si è conclusa in data 26 ottobre. Questo il tempo massimo che gli atleti partecipanti hanno avuto per percorrere l’intera distanza che, facendo un passaggio a misure a noi più affini (il sistema metrico decimale) corrisponde a 4.989 chilometri! La cosa più pazzesca (ebbene sì, c’è qualcosa di ancora più folle di questo assurdo chilometraggio!) è che il percorso di gara su cui i runner si mettono alla prova è un anello nel quartiere Jamaica – Queens. Quindi niente paesaggi con cui distrarsi, panorami o diversivi in grado di staccare, almeno per poco, la testa dallo sforzo fisico immane. Quando corri la Self Transcendence 3100 Mile Race sei lì, lo sei al 100%, con il corpo e con la testa. E che testa!

Per portare al termine la gara gli ultramaratoneti devono correre più di 2 maratone al giorno un totale di 118 maratone consecutive. Il tutto tra le 6.00 del mattino e la mezzanotte; nelle restanti ore sono “costretti” a riposare. E durante la gara mangiano, mangiano moltissimo, mettendo a dura prova anche lo stomaco durante lo sforzo. Si è calcolato che per rimanere performanti debbano assumere qualcosa tipo 10.000 calorie al giorno.

La competizione è organizzata ogni anno dallo Sri Chinmoy Marathon Team. Dei 52 giorni a disposizione per portare a termine la gara, l’italiano ha impiegato 42 giorni, 17 ore, 38 minuti e 38 secondi per imporsi su tutti e passare alla storia (e nell’albo d’oro). Ha corso per 30 giorni consecutivi a più di 70 miglia/113 km. Inoltre negli ultimi tre giri ha corso estremamente veloce per superare il precedente terzo classificato di tutti i tempi (di solamente un minuto e ventidue secondi). Pur nella giovane età Marcato ha già nel suo curriculum due 10 ed una 6 giorni, due 48 ore, ben dicias-sette 24 ore e numerose 100 km, 12 e 6 ore. Molte di queste gare concluse ai primi posti della classifi-ca. Marcato già Nazionale Italiano di 24 ore nel 2015 ( ha partecipato ai Mondiali di 24 ore di Torino) è attualmente sotto osservazione da parte della Federazione Italiana di Ultramaratona.

Le origini della competizione

Ma chi ci sarà mai dietro a questa gara tanto folle? Quale mente potrà mai essere arrivata a tanto? Non si tratta, effettivamente, di una persona comune ma bensì di Sri Chinmoy, un runner-filosofo di origini indiane venuto a mancare in tempi recenti (qualche anno fa). Sri Chinmoy, anche filofofo e artista, insegnava come raggiungere la pace interiore attraverso la preghiera, la meditazione e soprattutto attraverso un metodo chiamato “autotrascendenza”, cioè la capacità di superare i limiti imposti dalla propria mente.

Avete presente il detto “La mente è l’unico limite”?…


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