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Il mondo di Matteo Furlan, campione di nuoto long distance

Il mondo di Matteo Furlan, campione di nuoto long distance

Un focus sulle acque libere, nuoto primordiale, prima delle vasche, prima di mondiali ed olimpiadi. Il mondo di Matteo Furlan, campione di nuoto long distance.

ENDU

07 Novembre 2020

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Un focus sulle acque libere, nuoto primordiale, prima delle vasche, prima di mondiali ed olimpiadi.

Nelle acque libere Luca Sacchi, padrone di casa odierno, uno dei nostri frontman, indimenticato campione ed ora commentatore della RAI per il nuoto, ci accompagna a Sirmione per intervistare Matteo Furlan, un oro e un argento alle Universiadi 2015, un bronzo ai Giochi del Mediterraneo 2013, un argento e un bronzo agli Europei e soprattutto un bronzo nei 25 km ai mondiali di Kazan nel 2017, un altro nei 5 km e un argento due anni dopo ai Mondiali di Budapest nei 25 km.

Qualche spoiler dell’intervista: Matteo inizia a nuotare a 4 anni, e cresce in vasca come tutti, per poi provare le acque libere verso i 20 anni con gare di 5 e 10 km. Inizia a trovarci gusto e allunga, allunga…

Le riprese spettacolari di Luca Carton fanno sembrare facile nuotare in un lago come quello di Garda, Luca Sacchi e Matteo Furlan, campionissimi assoluti, ci ovviamente mettono del loro chiacchierano mentre nuotano con la testa fuori, parlando di come si beve nelle gare in acque libere e come ci si alimenta, prevalentemente con zuccheri in gel come nel resto delle discipline endurance, passati dalla barca di supporto, in 5 ore di gara ad ogni giro si recupera almeno un rifornimento.

 

Gli allenamenti di Matteo Furlan sono davvero un lavoro: doppio lunedì e martedì, giovedì e venerdì ancora… quanto? 8 mattina più 8 pomeriggio, qualche volta 9 più 9, il mercoledì ed il sabato si allunga un singolo lungo fino ai 10 km. Gli allenamenti di qualità preferiti a quelli di quantità pura, ma quando Matteo ha un programma ben bilanciato si diverte comunque.

Il consiglio per chi volesse iniziare a nuotare in acque libere lunghe distanze, ovviamente approcciarsi per gradi, allungando progressivamente sia allenamenti che gare, senza partire con maratone da 25 km, ma soprattutto divertirsi e godersi quel che si sta facendo.

 

 

Nuotare non è solo uno sport, nuotare è uno stato mentale.