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La tecnica di corsa: i punti cardine

La tecnica di corsa: i punti cardine

Come iniziare a correre? qual è il corretto di stile di corsa da adottare per godere a pieno di questa pratica e per tenere lontani il più possibile gli infortuni?

ENDU

30 Agosto 2021

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In una delle scorse puntate abbiamo provato a rispondere alle richieste di alcuni utenti che ci chiedevano informazioni su come poter inizare a correre. In quel video abbiamo affrontato una serie di tematiche legate ai materiali, alla motivazione e ai benefici che accompagnano questa pratica sportiva. 

Vi abbiamo lasciati però con a promessa di un approfondimento su quello che può essere il corretto di stile di corsa da adottare per godere a pieno di questa pratica e per tenere lontani il più possibile gli infortuni. 

Bene, oggi affrontiamo proprio questo tema. 

Qual è la corretta postura da tenere, il corretto atteggiamento del nostro corpo, dei piedi, delle gambre, del busto, delle braccia, delle spalle, del capo e così via. Insomma oggi vediamo qual è la corretta tecnica di corsa. 

 

 

 

Ricordo tempo fa una frase che mi disse un noto allenatore mentre parlavamo della naturalità del gesto di correre per l’essere umano. Lui mi disse che i bambini imparano a correre quando, dopo aver iniziato a camminare, si trovano in situazioni nelle quali per rispondere allo squilibrio causato dallo sbilanciamento del baricentro in avanti, devono portare rapidamente il piede a terra per non cadere. 

Bene, questa vi sembrerà un’ovvietà ma è esattamente il PRIMO CONCETTO dal quale dobbiamo partire oggi per accompagnarvi ad acquisire le corrette informazioni per impostare al meglio la vostra tecnica di corsa. 

La corsa deve essere una risposta naturale del sistema motorio ad una condizione di sbilanciamento del corpo in avanti!

Se tutti convergiamo su questo concetto, va da sè che si possano completamente scardinare quelle erronee convinzioni secondo le quali molti podisti o neofiti della corsa ritengono che per correre si debba tenere il busto perfettamente eretto e che si debba spingere con i piedi…magari pure verso l’alto. Questi approcci sono quelli che portano molti amatori ad assumere atteggiamenti errati, con azioni molto rimbalzate, dispendiose e indiscutibilmente traumatiche. 

Vediamo poi il SECONDO CONCETTO che dobbiamo avere chiaro in testa. Facciamo una distinzione netta tra una corsa esteticamente bella e una tecnicamente corretta o ancora meglio, vantaggiosa. 

Sono sicura che vi sarà capitato di sentire frasi come “solleva le ginocchia”, “tieni le anche alte”, “non appoggiare il tallone a terra ma solo l’avampiede”, “estendi il ginocchio nella fase di spinta” e via dicendo. Ecco queste sono le frasi che più di frequente si sentono pronunciare nei campi di atletica agli allenatori che preparano i ragazzi o gli atleti di vertice. Queste stesse frasi però purtroppo restano in bocca anche ai preparatori degli amatori, che forti di retaggi di studio accademico, cercano di passare a podisti che corrono magari a 5’ al km, concetti che sarebbero certamente più adatti agli sprinter o ad atleti di mezzofondo e fondo che corrono a velocità nettamente superiori. 

Chi ha fatto studi approfonditi di biomeccanica, sa invece insegnarci che chi corre a ritmi decisamente più blandi dei 40 km/h dei velocisti da finale mondiale o anche solo dei sub 3’/km dei fondisti da altopiano, non può che mantenere una corsa molto diversa da quella ‘da manuale’. Le spinte devono essere più limitate e come loro le escursioni articolari. I tempi di permanenza del piede in appoggio saranno più lunghi, le ginocchia si alzeranno meno, il passo diventerà più corto e più frequente, i talloni toccheranno il suolo in appoggio e la parabola della fase di volo risulterà decisamente più piatta. 

 

Guarda il video per scoprire i punti cardine della corretta tecnica di corsa!

 


In collaborazione con Volchem Integratori