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La Sportiva: un’azienda in armonia con l’ambiente, il territorio e le persone

La Sportiva: un’azienda in armonia con l’ambiente, il territorio e le persone

Abbiamo intervistato Matteo Cerchio, Financial Director e CSR Manager de La Sportiva. Ci ha parlato del rapporto tra l’impresa e l’ambiente in cui opera.

Filippo Tommasini

22 Febbraio 2022

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La Sportiva opera da oltre 90 anni nell’affascinante contesto ambientale della Val di Fiemme, valle che si trova ai piedi delle Dolomiti, patrimonio mondiale dell’umanità̀. Tale localizzazione porta da sempre con sé una responsabilità̀ sociale e ambientale fortemente sentita all’interno dell’azienda che attraverso metodi e processi di lavoro a basso impatto ambientale, buone pratiche, prodotti eco e certificazioni, pone da sempre al primo posto la relazione con l’ambiente ricercando un approccio quanto più̀ possibile eco-compatibile.

L’eco-sostenibilità è per La Sportiva uno dei cinque driver aziendali: orienta le scelte verso una produzione che abbia il minor impatto ambientale possibile; una scelta coerente con altri due solidi driver di sviluppo: la passione per montagna e l’appartenenza al territorio trentino e alla Val di Fiemme.

Il rispetto per l’ambiente permea ogni attività dell’azienda, a partire dalla fase di progettazione dei nuovi prodotti, impegnando l’area R&D nella ricerca di materie prime a basso impatto ambientale, eco-compatibili o riciclate, per poi estendersi a tutte le fasi del processo produttivo, con l’obiettivo di ridurre progressivamente emissioni di CO2 e produzione di rifiuti.

L’impegno ambientale è stato concretizzato sia con certificazioni di processo che di prodotto. Nell’ambito della sua politica ambientale, l’azienda sostiene la mobilità sostenibile dei propri dipendenti, offrendo incentivi al car pooling e impiega esclusivamente piatti, posate e bicchieri biodegradabili all’interno della sede e degli show-room ma anche in occasione di eventi e fiere.

 

La Sportiva, dopo l’azienda sanitaria, è il primo datore di lavoro in Val di Fiemme e in Val di Fassa. Ha quindi un impatto positivo sul territorio, offrendo più di 400 posti di lavoro.

Tuttavia, rimane una realtà produttiva che ha determinate caratteristiche di consumo e di impatto ambientale e la sfida è quella di andare sempre più alla ricerca di soluzioni che possano limitare un impatto negativo sull’ambiente.

Grazie alle politiche di riutilizzo attivate da La Sportiva, si continua ad osservare un trend decrescente per quanto riguarda la produzione dei rifiuti. Nel biennio 2019-2020 i rifiuti smaltiti in discarica sono una percentuale minima, mentre la gran parte dei rifiuti prodotti viene avviata a diverse attività di recupero.
Nel 2020 la quantità di rifiuti pericolosi è significativamente diminuita rispetto al 2018 (- 50%). Determinante è stata l’introduzione di un nuovo filtro per il trattamento dei fumi, entrato in funzione a partire dal 2019. È stato possibile così azzerare completamente la produzione di carbone attivo esausto, che rappresentava in precedenza la tipologia più consistente di rifiuti pericolosi.

 

Come La Sportiva limita e recupera gli scarti di produzione

Da diversi anni collaborano con vari fornitori per recuperare la materia prima. Facendo riferimento alla produzione di calzature, La Sportiva ha trovato il modo di recuperare gli sprechi di produzione della pelle e della gomma.

La pelle arriva in fogli che in seguito vengono fustellati e tagliati. In produzione c’è quindi un discreto spreco derivante dalla cornice del foglio che rimane bucata. Sono riusciti a trovare una soluzione collaborando con un’azienda ad Arzignano che recupera la pelle per fare fertilizzanti.

L’altra materia prima maggiormente utilizzata da La Sportiva per produrre calzature è appunto la gomma. Una buona parte della gomma viene rimandata al produttore che la rimpasta, la vulcanizza e la mescola con gomma vergine e così la rimanda in lastra a La Sportiva. Negli anni stanno cercando di utilizzare questo processo per realizzare prodotti da zero, purtroppo questa gomma non ha ancora le stesse caratteristiche di performance della gomma non riciclata, ma può comunque essere utilizzata in certe applicazioni di prodotto.

Parlando di prodotto, nel 2017 hanno lanciato una versione ECO della storica scarpetta da arrampicata Mythos, realizzata al 95% con materiali a ridotto impatto ambientale e riciclati. Dal 2012 l’azienda ha inoltre intrapreso un percorso per eliminare tutti i PFC (perfluorocarburi) dai propri capi e, fin da subito, ha cominciato una collaborazione con bluesign (standard internazionale di certificazione di filiera produttiva in ambito sociale ed ecologico), immettendo i primi prodotti certificati sul mercato nella stagione 2014/15. Nel 2018 i prodotti certificati, che fanno parte tutti della collezione Apparel, sono oltre la metà del totale.

Nel 2017 Con Mythos Eco La Sportiva si è aggiudicata il Premio Sostenibilità alla fiera Outdoor di Monaco per l’impegno verso la realizzazione di prodotti a ridotto impatto ambientale (concia metal free, pelle biodegradabile, collanti a base d’acqua, suola con gomma prodotta da materia prima seconda). Gli ha fatto seguito Cobra ECO: modello inserito nella collezione climbing 2018 e composto per l’85% da materiali eco-friendly. Recentemente l’azienda ha inoltre iniziato a ridurre, con obiettivo eliminazione, le etichette cartacee sui prodotti footwear.

 

L’approccio verso l’economia circolare con attenzione alla tematica dell’end-of-waste è insito nel DNA aziendale, tanto da promuovere il riuso dei propri prodotti presso i propri utenti: è in costante crescita il numero di risuolature realizzate da La Sportiva direttamente o tramite la propria rete certificata di risuolatori autorizzati, che dal 2012 operano in ben dieci mercati europei capillarmente diffusi sul territorio.

Il servizio fornito non punta soltanto a rigenerare prodotti ai fini della massima performance, ma è anche strategico per contenere gli impatti ambientali aziendali e aumentare la vita del prodotto, offrendo al cliente la possibilità di rivolgersi ad un professionista formato dall’azienda per rigenerare il prodotto, con ricambi originali, che così mantiene gran parte delle sue caratteristiche tecniche originali, senza dover ricorrere all’acquisto e al consumo di una nuova calzatura.

Matteo Cerchio, Financial Director della La Sportiva e CSR Manager, ci ha raccontato di un ritrovamento di una lettera del 1975, dove La Sportiva avvisava tutti i negozianti che, le guide alpine italiane (tutte sponsorizzate da La Sportiva) avevano diritto 1 paio di scarponi e 1 paio di suole Vibram per poterli risolare.

Possiamo dunque dire che sono pratiche ben consolidate!

Un consumo migliore di energia per ridurre l’impatto sull’ambiente

Spostandoci sul tema legato all’approvvigionamento e al consumo di energia La Sportiva predilige l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili o a basso impatto ambientale.

Come avviene l’approvvigionamento dell’energia elettrica

Da diversi anni il 10% dell’energia elettrica necessaria per far funzionare la struttura della La Sportiva, situata a Ziano di Fiemme, viene prodotta da un impianto fotovoltaico e nel 2022, grazie all’ampliamento dell’impianto e a nuove tecnologie passeranno dal 10 al 30%. (Ricordiamo che comprano certificati verde di energia elettrica dal 2011).

Per il resto del consumo si appoggiano ad un’azienda locale, un ente che ha in gestione tutta la parte di idroelettricità della zona. Questa scelta porta a diversi vantaggi in quanto stiamo parlando di energia rinnovabile e del territorio. I soci di maggioranza sono i comuni su cui incidono le centraline limitrofi a La Sportiva. Negli ultimi anni hanno ridistribuito ai comuni almeno 1 milione di euro all’anno che rimangono sul territorio. Quindi parliamo di sostenibilità ambientale ma non solo, in quanto ci sono aspetti sociali non indifferenti.

Uno degli obiettivi è infatti anche quello che questa energia abbia un fine sociale, inteso come ritorno di utili sul territorio. Un ulteriore esempio di sostegno alla comunità.

 

Come avviene l’approvvigionamento dell’energia termica

La Sportiva si appoggia alla Magnifica Comunità di Fiemme, un ente che ha in gestione tutte le foreste dei comuni Val di Fiemme (da più di 900 anni), questo è un esempio di comunità molto forte. La segheria, che gestisce gli alberi che la comunità taglia, confina con La Sportiva. Bruciando cippato e scarti di produzione, tramite un impianto di cogenerazione, hanno sviluppato una partnership di teleriscaldamento, garantendo così l’approvvigionamento del 50% dell’energia termica tramite il biocombustore che recupera il cippato. Questa partnership contribuisce da una parte a limitare gli scarti di produzione dall’altra a tenere i boschi puliti.

Possiamo definire questa come un’azione volta ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse presenti sul territorio: incentivare la pulizia del bosco per creare energia. Tutto ciò non ha alcun impatto sull’ambiente. Nel 2022 verrà ampliato l’impianto e riusciranno a coprire il 100% energia termica della La Sportiva.

Come La Sportiva limita l’utilizzo dell’acqua nel suo ciclo produttivo

Per far si che l’acqua non diventi uno spreco, da diversi anni utilizzano una lavatrice industriale a ciclo chiuso. Alcuni materiali, prima di essere lavorati, hanno bisogno di essere pretrattati con l’acqua, grazie a questa lavatrice riescono a recuperare e riutilizzare tutta l’acqua impiegata.

Matteo Cerchio sottolinea: “Siamo una realtà produttiva in una comunità montana ma anche player internazionale che acquista anche da terzi. La Sfida futura sarà una scelta di filiera sostenibile caratterizzata da partner produttivi e distributivi che adottano le best practices. La nostra filiera ha un impatto ambientale e sociale abbiamo la responsabilità di trovare soluzioni sostenibili”.


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