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La nuovissima Trek Speed Concept: la parola a Giulio Molinari

La nuovissima Trek Speed Concept: la parola a Giulio Molinari

Il forte triatleta novarese, reduce dal Challenge di St Pölten, ha adottato da circa tre mesi l’ultima nata di casa Trek e ha già le idee piuttosto chiare sui punti di forza della sua nuova bici.

Lorenza Bernardi

16 Giugno 2022

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Che Trek avesse compiuto un grande lavoro per produrre una bicicletta fatta apposta per il triathlon l’avevamo già capito nell’articolo che gli abbiamo dedicato alla sua presentazione.
Ma un conto è la teoria, un conto la pratica.

Per questo abbiamo raggiunto al telefono Giulio Molinari per sapere la sua opinione sulla nuova Speed Concept, dopo averla testata da qualche mese, e per fare due chiacchiere riguardo i suoi prossimi obiettivi.

 

Giulio, riesci già a dirci quali sono i punti di forza della tua Trek Speed Concept? Cos’è che salta subito all’occhio?

Assolutamente sì, anche perché sono caratteristiche molto evidenti. Innanzitutto è molto più aerodinamica rispetto al modello precedente. Poi la presenza dei freni a disco fa sì che sia molto sicura sia in discesa che in caso di asfalto bagnato. In generale la nuova Speed Concept ha acquistato una guidabilità incredibile grazie alla progettazione di un baricentro più basso (ottenuto con l’abbassamento dei pesi).

Una guidabilità ottima: vuol dire che questa bicicletta potrebbe essere utilizzata anche da triatleti non proprio espertissimi?

Sì, possiamo dire che è talmente facile da guidare e maneggevole da poter essere usata da qualsiasi triatleta.

E se dovessi scegliere la sua caratteristica più sorprendente, quale diresti?

Non avrei dubbi: il bike fitting. Infatti c’è la possibilità di regolare il manubrio sia in lunghezza che in inclinazione. In questo modo la nuova Speed Concept diventa il top della personalizzazione.

La nuova bicicletta di Trek è stata progettata per supportare i triatleti anche nell’idratazione e nell’alimentazione, grazie alla borraccia posta in mezzo al manubrio (BTA) da rabboccare ai rifornimenti e alle tasche in silicone posizionate sul canotto orizzontale. Quali di queste due caratteristiche riesci a sfruttare di più? E sono davvero così funzionali come appaiono sulla carta?

La borraccia BTA è davvero comoda perché si rabbocca attraverso un’apertura in silicone e rende la bici davvero aerodinamica. Diciamo però che se sei un triatleta pro, anche solo un gesto semplice come il rabbocco toglie secondi preziosi, mentre ai rifornimenti diventa più semplice togliere la borraccia vuota e sostituirla con una piena, in base al proprio piano di idratazione.

Per un triatleta amatore invece può essere davvero una grandissima comodità.

La tasca porta gel è una trovata top che sfrutto tantissimo anch’io, sia in gara che in allenamento. Inoltre le aperture in silicone sono comodissime per riporre le confezioni vuote senza sporcare in giro.

Sei reduce dal Challenge di St Pölten, che hai usato come gara di avvicinamento per l’Ironman di Francoforte che si terrà il prossimo 26 giugno. Come sta andando la preparazione di questa stagione?

Il Challenge è stata una gara gestita con la testa, senza troppe velleità: poco tempo prima, infatti, avevo contratto il citomegalovirus che mi ha costretto a rallentare gli allenamenti e presentarmi alla gara senza esagerare. Alla fine ho guadagnato un onesto dodicesimo posto.
Quest’anno ho cambiato parecchie cose: sono seguito dall’allenatore Sergio Contin e si è affiancata una nuova figura che mi aiuta a livello mentale. Mi sono infatti rivolto alla psicologa Marisa Muzio, con cui ho subito instaurato un ottimo feeling.

 

Qual è il suo ruolo? E come mai hai sentito l’esigenza di aggiungere anche la dottoressa Muzio nel tuo team?

L’anno scorso, durante l’Ironman di Copenaghen (dove mi sono ritirato) ho capito che dovevo fare qualcosa per aumentare il mio stato di concentrazione, quello che in gergo si chiama ‘flow’. Infatti mi ero reso conto che durante la corsa della maratona non ero davvero in ciò che stavo facendo, pensavo ad altro. Ora invece sto lavorando per migliorare anche questo aspetto.
La dottoressa Muzio è un collante prezioso tra me, il mio allenatore e il mio manager.
Sono molto contento dei progressi che stiamo facendo e spero di beneficiarne già all’Ironman di Francoforte.

 

E noi non possiamo fare altro che augurare un grosso in bocca al lupo a Giulio Molinari.

Per maggiori informazioni sui prodotti Trek, vi invitiamo a visitare il  sito ufficiale.

Per le foto di Giulio in gara: Challenge St. Pölten