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La mia prima mezza maratona: 21km di emozioni

La mia prima mezza maratona: 21km di emozioni

Mi chiamo Deborah e il 29 marzo scorso ho corso la mia prima mezza maratona. Se penso che al liceo […]

Matte in fuga

15 Aprile 2015

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Mi chiamo Deborah e il 29 marzo scorso ho corso la mia prima mezza maratona.
Se penso che al liceo cercavo tutti i modi per saltare ginnastica oggi mi vien da sorridere. Sono sempre stata una sportiva, ma gli allenamenti li odiavo, se avessi potuto andare in campo la domenica senza passare dalla pista in settimana sarei stata la ragazza più felice del mondo. Invece ora, a… non si può dire quanti anni… smanio per gli allenamenti, se non esco a correre sono irritabile e quindi ogni stop è una tragedia. Le endorfine che danno la corsa sono essenziali per il mio buon umore.
Era una settimana che tutti mi chiedevano “sei pronta?” e io non sapevo realmente cosa rispondere. Fino a 15 giorni prima avrei detto che sarei andata alla grande, avrei spaccato il mondo, ma ho avuto un stop e quindi non sapevo realmente se fossi pronta, in forma o se l’avrei finita. Ho ricevuto tantissimi messaggi la mattina della Stramilano che mi hanno resa felice e convinta delle mie potenzialità.
In questa gara ho tirato fuori tutte le emozioni possibili.
Alla partenza, nonostante fossi tranquilla e senza grandi aspettative, mi stavo mettendo a piangere, ma poi ho visto le migliaia di persone che mi circondavano ed ho avuto un po’ vergogna. Allora si parte e non c’è neanche l’intoppo dei primi metri.

Al 1° e al 5° chilometro ho visto le mie amiche e compagne ‪#‎matteinfuga‬ che mi attendevano ed ero super galvanizzata, infatti i primi 10km sono andata alla grande: un bel ritmo, ma soprattutto costante.
Non ero pronta invece al caldo, che è scoppiato prepotentemente il giorno prima. Nonostante fossi in canotta e pantaloncini sudavo come una dannata. E non riuscivo a migliorare la mia sensazione di disagio neppure rinfocillandomi ai punti ristoro o con gli integratori che mi ero portata dietro.
Poi una crisi di testa verso il 14° chilometro: che mi ha portato a girare a 6 min/km per il quindicesimo e sedicesimo chilometro. Avevo avuto lo stesso problema la prima volta che avevo provato un lungo, ma le due volte successive era andata bene. Non riuscivo a spingere, vedevo tutte gli altri che mi sverniciavano e non avevo la forza di riprendermi. Volevo smettere, camminare e prendere la metro.
Ma poi mi è venuto in mente perché stavo correndo.
Mi stavo allenando da 6 mesi per questa gara e una flessione del ritmo non poteva tagliarmi così le gambe. Correvo in pausa pranzo da ottobre (ritagliandomi dei piccoli spazi anche la domenica), avevo dei ritmi buoni, avevo fatto anche dei lunghi molto buoni, non potevo mollare così. Vedevo intorno a me persone che facevano il doppio della mia fatica eppure continuavano, perché non potevo farlo io?
E poi avevo chi mi aspettava alla fine della gara: avevo la mia famiglia che era venuta apposta per vedermi tagliare il traguardo. Volevo salutarli e ritirare la mia medaglia.
Poi incontro una ragazza della mia squadra, conosciuta su internet, mai vista e mi affianca. Inizia a parlare e a non farmi pensare alle gambe e al tragitto. Mi contagia e in un attimo arriviamo in Corso Sempione e mancano solo 3 chilometri.
Ricomincio a spingere e mi accorgo che le gambe girano, vanno e non sono di marmo come pensavo. In un attimo arriviamo al Parco Sempione e facciamo il giro d’onore fuori dall’Arena e vedo mio marito e i miei figli che urlano. Più avanti anche i miei genitori, che avevano corso la 10km prima e sono rimasti ad aspettarmi.
Entro sotto l’arco e calco la pista che mi vede tutte le settimane, mancano 200 metri e rido. Rido di gusto e di pancia, ce l’ho fatta: ho finito la mia prima mezza maratona!

Guardo il tempo sul GPS e comunque, nonostante tutto, sono riuscita a chiuderla sotto le 2 ore, come mi ero ripromessa ad ottobre. Poteva andare meglio, ma anche decisamente peggio, quindi va bene così.
E adesso? Adesso questo è il mio punto di partenza per arrivare correre in staffetta a due la Marathone del Alpes Maritime Nizza Cannes. Adesso si pensa solo a migliorare. A divertirsi sempre, ma anche a migliorare. In novembre, al mare, con le altre #matteinfuga ci sarà assolutamente da divertirsi e passare un week end all’insegna dell’amicizia e dello sport all’ennesima potenza, come siamo noi.