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La corsa post parto: quello che devi sapere

La corsa post parto: quello che devi sapere

Lo sport ad alta intensità, come potrebbe essere nel nostro caso, può aumentare l’acido lattico presente all’interno del latte e risultare poco gradevole ai neonati.

Eleonora Corradini

19 Ottobre 2021

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Il latte materno è un alimento fondamentale nel primo periodo di vita di un animale mammifero. Facendo parte di questa categoria, anche per i nostri neonati vale la stessa affermazione. Il latte materno è’ l’alimento più naturale esistente che possiamo autonomamente produrre e donare a nostro/a figlio/a.

Il latte materno in realtà è molto più di un alimento, in quanto in esso sono presenti cellule staminali, cellule immunitarie, ormoni, fattori di crescita, micronutrienti ed altri elementi fondamentali per lo sviluppo del neonato. Allattare è quindi importantissimo per il presente e il futuro di nostro/a figlio/a.

Nonostante le credenze popolari, lo sport di moderata intensità non influisce minimamente sulla produzione e sulla composizione del latte materno. Lo sport ad alta intensità invece, come potrebbe essere nel nostro caso, può aumentare l’acido lattico presente all’interno del latte e risultare poco gradevole ai neonati.

Le soluzioni da adottare per risolvere questa problematica sono semplicissime:

1. Allattare prima dell’allenamento o della gara.

Oltre che per il sapore in sè del latte materno e per la quantità di acido lattico presente nel post attività fisica, è utile allattare prima di ogni seduta anche per evitare fastidi al seno che, in caso di allenamento/gara di durata medio-lunga, potrebbe dolere a causa di un ingorgo notevole di un seno, piuttosto che dell’altro o addirittura di tutti e due.

2. Prelevarsi in maniera autonoma un quantitativo sufficiente di latte materno, calcolato in proporzione al tempo in cui ci si allontanerà dal proprio bambino e al suo bisogno fisiologico, per poi delegare a terzi il nutrimento del piccolo.

 

 

Come possiamo organizzarci, quindi, per riprendere allenamenti e gare durante questa importante e delicata fase della vita materna?

La prima azione da compiere è quella di acquistare un tiralatte e un biberon graduato. Per quanto riguarda il tiralatte si può optare per quello manuale o per quello elettrico. Più comodo ma più costoso quello elettrico, più brigoso, ma notevolmente più economico quello manuale.
Esiste anche la possibilità di noleggiarlo in qualche struttura sanitaria, farmacia compresa, ma ciò non è sicuramente conveniente se vogliamo utilizzarlo in maniera costante nel tempo.
Per quanto concerne invece il biberon graduato, io ho ne ho acquistati un paio con una tettarella il più simile possibile al seno materno, per cercare di rendere meno drastico il cambiamento e per non disabituare il bambino ai movimenti che ha imparato per nutrirsi naturalmente, in totale autonomia.

Una volta prelevato il latte dal proprio seno, se non lo si utilizza immediatamente, è buona azione conservalo in frigorifero. Sulle tempistiche di scadenza ci sono molti punti di domanda, ma ovviamente prima lo si utilizza meglio sarà. Io al massimo lo conservo per 24 ore in frigorifero. E’ possibile, inoltre, congelarlo e tenerlo come riserva per circa sei mesi nel freezer.

La mia esperienza è fino ad ora esattamente questa:
allattare prima di ogni allenamento e utilizzare il tiralatte per ogni gara di medio-lunga durata, com’è stata per esempio la maratona di Roma di qualche settimana fa.


Correre e allattare simultaneamente, se fatto con i giusti accorgimenti, è assolutamente possibile. Doneremo nutrimento al nostro bambino e nel frattempo nutriremo il nostro bisogno e la nostra voglia di correre, continuando il nostro percorso in questa meravigliosa passione.

 

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