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Il peso della tua bicicletta: l’ossessione del grammo

Il peso della tua bicicletta: l’ossessione del grammo

È davvero così conveniente ossessionarsi sul peso della nostra bicicletta?

Davide Petrini

02 Dicembre 2021

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Il ciclismo moderno è ossessionato dal principio della leggerezza e della aerodinamicità in bici, caratteristiche queste molto ricercate tra i professionisti ma che stanno iniziando ad influenzare le scelte di acquisto di molti cicloamatori.

Purtroppo, sul fattore aero c’è poco da fare se non comperare una bici con telaio, ruote e componenti a basso CX (coefficiente di attrito aerodinamico) e impostare, attraverso uno studio biomeccanico o in galleria del vento, la giusta posizione in sella in grado di permetterci una minor impatto all’aria. Tralasciando lo studio della posizione in galleria del vento, utile solo per i professionisti e non per noi cicloamatori, tutta questa ricerca aerodinamica in bici si traduce in costi elevati ma anche nell’aumento del peso: è infatti risaputo che i componenti a basso impatto aerodinamico, avendo bisogno di profili aero, sono generalmente più pesanti (anche se con le nuove conoscenze nei materiali compositi è possibile realizzare bici aero e al contempo leggere).

Sull’altro piatto della bilancia troviamo il fattore peso: misura imprescindibile nel ciclismo in grado di fare la differenza quando la strada sale e inversamente proporzionale al costo della bici. La leggerezza della bici rimane una delle discriminanti di maggior “peso”, è il caso di dirlo, che viene studiata attentamente dai cicloamatori soprattutto al momento dell’acquisto e molti produttori spingono molto sulla leggerezza dei loro ultimi modelli, proponendo di anno in anno bici sempre più leggere.

Ma è davvero così conveniente per un cicloamatore ossessionarsi con il peso della bici? Non è semplice rispondere a questa domanda dato che nell’equazione entrano diverse variabili come i principi della fisica, i gusti personali, le aspettative e non per ultima la disponibilità economica del ciclista.

 

 

Quando stai pedalando per ore e ti trovi di fronte ad un tratto ripido in salita, appena la strada inizia a salire potresti pensare che il peso della bici ti stia seriamente rallentando e che sarebbe necessario limare qualche grammo per guadagnare dei preziosi secondi in ascesa, andando a migliorare la tua VAM.  Con una pendenza del 7% su una salita di circa mille metri, una differenza di mezzo chilo tra le bici consente di risparmiare circa 3 secondi, rendendo pressoché ininfluente il vantaggio, almeno per un cicloamatore, che si trova a compiere un giro di alcune ore. Purtroppo, questo non è certamente il modo più efficiente o conveniente per inseguire una buona velocità di arrampicata, dato che i componenti ultraleggeri hanno un costo esorbitante e annullano di fatto il loro vantaggio quando la strada spiana oppure quando ci troviamo in discesa. Una bici più leggera potrebbe ridurre il peso complessivo della bici e del ciclista e, quindi, aumentare di poco il rapporto peso/potenza. I detrattori delle bici ultraleggere potrebbero obiettare sul fatto che tutta questa leggerezza va a danneggiare la rigidità torsionale del mezzo a scapito della trasmissione della potenza al posteriore. Oggi sappiamo che non è così e che la rigidità della nostra bici e di conseguenza la trasmissione della potenza possono essere mantenute anche con un peso inferiore grazie alle nuove conoscenze su la  fibra di carbonio, ha patto di essere disposti a spendere molti soldi.

Estremizzando molto il concetto possiamo affermare che il peso della bici non ha molta importanza dato che è solo una parte del peso totale che stai trasportando in salita e che deve essere sommato al tuo peso corporeo, al peso del tuo abbigliamento e della tua attrezzatura (ciclocomputer, borraccia, barrette ecc..).

Un modo molto più efficiente ed economico per alleggerire il carico in salita è quello di perdere peso corporeo, senza ridurre il peso della bicicletta; supponendo che tu abbia almeno qualche chilo in più da perdere, cosa che siamo onesti, la maggior parte di noi ha. Sarebbe utile concentrarsi sempre sull’ottimizzazione del motore umano prima di passare al perfezionamento del mezzo tecnico: in questo modo non solo sprecherete meno energia nello scalare la vostra salita preferita ma migliorerete anche il vostro stato di salute. Il mio consiglio è di focalizzarsi prima sullo stato del ciclista: riducendo dove è possibile il peso (facendosi seguire da un nutrizionista di fiducia) e al contempo investire un po’ di tempo in un buon piano di allenamento che sia in grado di migliorare le vostre doti atletiche. Una volta portato a termine questo percorso non è sbagliato prendere in considerazione l’acquisto di una bici super leggera.

In conclusione la scelta del mezzo con caratteristiche molto estreme dovrebbe arrivare solo al termine di un percorso di miglioramento atletico che sia in grado di farvi sfruttare al meglio le caratteristiche della vostra nuova super bici.


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