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I volontari: l’anima delle gare

I volontari: l’anima delle gare

Nell’Ultratrail la fatica è un elemento che accomuna gli atleti, i volontari comprendono questo sforzo mettendosi a disposizione per fornire un supporto.

Alessio Vorti

24 Agosto 2021

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Le gare di trail running si contraddistinguono per la difficoltà dei percorsi e la bellezza dei posti naturali che si attraversano.

Rappresentano un importante vetrina per un territorio a vocazione turistica, spesso come quello montano, per mostrare le proprie peculiarità. Infatti, oltre ai servizi legati alla gara, nell’Ultra Trail si ha la possibilità di immergersi nella cultura del luogo che ospita l’evento.

Gli atleti possono partecipare alle gare e riescono a portarle a termine grazie alla presenza dei volontari che garantiscono i ristori o i punti di assistenza. Nell’ Ultratrail la fatica è un elemento che accomuna gli atleti e le persone che assistono alla gara comprendono questo sforzo mettendosi a disposizione volontariamente nel dare supporto.

Questi volontari spesso sono persone del luogo, che per permettere ad altre persone di vivere il proprio territorio prestano il loro tempo a servizio degli atleti. Questo viene fatto da persone che amano la propria terra o da persone che si rispecchiano in un territorio anche se non è quello in cui vivono, come ad esempio molti volontari del Tor de Geants.

Solitamente nelle gare alpine particolarmente sentite questa caratteristica si trova più facilmente che in altri luoghi, ne sono esempio tipico le gare valdostane, come il Tor, o transalpine come l’UTMB. Al Tor è facile incontrare persone anche in piena notte che danno supporto ai corridori, pronti a sostenerli con piatti caldi e parole di conforto; infatti è la calorosa partecipazione dei valdostani a rendere unico questo evento.

 

Alessio Vorti – 5 classificato alla MEHT –

 

I volontari divengono così parte integrante della gara, fondamentali come il percorso che si sta percorrendo o il meteo favorevole, infatti senza di loro l’evento non si potrebbe svolgere.

Alcune gare a cui ho partecipato mi hanno permesso di comprendere la genuinità e autenticità delle persone che abitano quei posti e hanno reso particolarmente significativa quest’esperienza. Impossibile non citare il calore percepito alla Monterosa Est Himalayan Trail dove in ogni frazione erano presenti gruppetti di abitanti fuori dalle abitazioni per applaudire e tifare i concorrenti, o come i bambini incitando gli atleti al loro passaggio riuscivano a trasmettere tutto il loro divertimento.

Il trail offre la possibilità di conoscere un territorio e per comprenderlo, oltre che percorrerlo, è necessario relazionarsi ad esso e quindi con chi lo abita. Cogliere la disponibilità delle persone e la loro generosità aiuta a superare le difficoltà e contribuisce a superare gli ostacoli che il percorso spesso offre.

I Volontari che popolano le gare sono la faccia di quel luogo, se ci si ferma dopo la gara a fare due chiacchiere con loro ci si potrà addentrare nei racconti dei luoghi attraversati e delle loro tradizioni, rimanendo affascinati e sempre più ricchi dell’esperienza intrapresa.

Anche per gli accompagnatori dei corridori il relazionarsi con i volontari è un valore aggiunto di conoscenza dei posti e un modo per aspettare il proprio compagno/a conoscendo nuove realtà etnografiche e non solo naturalistiche. A quanti sarà capitato di volersi ritirare, ma dopo l’incitamento o l’assistenza di un volontario si è deciso di proseguire e magari terminare il proprio percorso? Quante volte gli applausi e l’incoraggiamento ci hanno aiutato a superare alcune crisi?

L’Ultra trail non è solo discese e salite, ambienti spettacolari, emozioni, forza di volontà e allenamento, ma anche il supporto umano e la condivisione della fatica con persone senza le quali difficilmente avremmo potuto affrontare il percorso intrapreso.

Per cui dedico un Grazie a tutti i volontari, che sono parte delle nostre gare.


foto endupix: Fotoravenna