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Esistono sport da uomini e sport da donne?

Le differenze tra uomini e donne ci sono, eccome. Fisiologiche e psicologiche. Per fortuna, ci viene da dire! 

Redazione ENDU

16 Maggio 2022

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Le differenze tra uomini e donne ci sono, eccome. Fisiologiche e psicologiche. Per fortuna, ci viene da dire! 

Certo che i limiti siano sempre fatti per essere spostati e non per essere resi dei dogmi, oggi parliamo proprio di differenze di genere e di come queste differenze si riflettano nella pratica di alcune discipline sportive, che diventano così più o meno adatte all’uno o all’altro sesso. 

Abbiamo due estremi da evitare quando ci mettiamo a paragonare i due sessi rispetto al mondo dello sport 

  • Non dobbiamo scadere nel timore di fare discriminazione di genere, sforzandoci di interpretare come simili o equivalenti attitudini e capacità che la natura stessa ha voluto diverse. 
  • Non dobbiamo, d’altro canto, estremizzare queste differenze, ghettizzando alcuni ambiti dello sport e considerandoli quindi impermeabili all’uno o all’altro sesso. 

L’uomo e la donna si distinguono tra loro non solo per quanto riguarda i caratteri sessuali primari e secondari, ma anche dal punto di vista dei parametri costituzionali, anatomici e fisiologici che non vanno assolutamente sottovalutati, pena il rischio di portare a generalizzazioni inutili.

Grazie alla diminuzione degli stereotipi sessuali, negli ultimi anni si sono aperte nuove possibilità, per le donne, in campo sportivo anche di alto livello, facendo registrare un miglioramento nella capacità di prestazione sportiva femminile. Questo ha messo in evidenza che una parte delle differenze di genere deve essere attribuita a influenze determinate dalla tradizione.

Se si vogliono comprendere le cause delle differenze di prestazione è particolarmente importante conoscere quali siano i fattori costituzionali, anatomici e fisiologici che le determinano. Vediamoli insieme.

Se parliamo di costituzione, in media le donne hanno una statura di 10-15 cm inferiore ed un peso corporeo di 10-20 kg minore rispetto agli uomini. La donna, rispetto all’uomo, possiede una struttura ossea più leggera e la sua capacità di carico osseo è minore. La donna, rispetto all’uomo, ha di solito estremità più corte, ma un tronco relativamente più lungo.
Si tratta di una differenza di proporzioni che, nella donna, provoca uno spostamento del baricentro verso il basso e ha un effetto negativo nello sport, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni di corsa e di salto.

La donna ha anche spalle più strette ma con una maggiore mobilità articolare che rappresenta un vantaggio negli sport ad espressione artistica (ginnastica artistica, esercizio al corpo libero), mentre peggiora le prestazioni in tutte le discipline di lancio dell’atletica leggera.

Lo scheletro del tronco della donna può essere definito dal bacino largo, con le ali iliache più larghe e più inclinate rispetto a quelle dell’uomo, che per compensazione porta alla formazione di una posizione fisiologica ad X degli arti inferiori (valgismo) che, a sua volta, favorisce l’abbassamento del baricentro.

Anche il cervello maschile e femminile presenta delle differenze che ne influenzano in parte le attitudini. Le differenze specifiche di genere nella forma e nella funzione iniziano già nello stato embrionale, quando gli ormoni sessuali maschili intervengono sullo sviluppo del cervello. Il gene del cromosoma Y, presente solo nelle cellule maschili, nel cervello stimola la moltiplicazione di una particolare tipologia di neuroni, quelli dopaminergici, che sembra partecipino allo sviluppo di comportamenti e capacità motorie speciali (ad esempio, lanci). Dal punto di vista sportivo, questa sembrerebbe una delle ragioni per le quali gli uomini sono più disponibili a rischiare, tendono maggiormente all’aggressività fisica, cercano cambiamenti e rischio, presentano una più spiccata capacità di orientamento e possono lanciare meglio delle donne.

Si parla spesso anche di composizione coprorea, ovvero di distribuzione nel corpo di massa grassa e massa magra. La donna presenta una quantità di grasso nettamente maggiore di quella dell’uomo; circa il 10%. Il maggiore pannicolo adiposo, l’ossatura in media più leggera, la posizione più bassa del baricentro e la maggiore lunghezza del tronco, determinano una posizione di galleggiamento favorevole, che necessita una quantità minore di forza muscolare nell’avanzamento in acqua. Si tratta di vantaggi che spiegano la particolare attitudine al nuoto della donna e la sua elevata capacità di prestazione in questo sport. 

La donna ha una minore massa muscolare rispetto all’uomo. Poiché la forza muscolare è strettamente correlata alla quantitá di massa muscolare, la donna dispone di una forza massimale minore rispetto all’uomo. I due sessi si differenziano anche per quanto riguarda l’allenabilità della forza, che nella donna è in assoluto minore, cosí come minore è la sua capacitá di mantenere nel tempo gli effetti derivanti dall’allenamento della forza stessa. Le cause della diversa composizione della muscolatura o della diversa allenabilità tra uomo e donna devono essere attribuite alla maggiore presenza nell’uomo dell’ormone sessuale maschile, il testosterone, che presenta un’azione anabolica sulle proteine.

Da studi recenti sembrerebbe poi che nelle donne dominino le fibre muscolari di I tipo, che le predestinano alle prestazioni di resistenza. Tra gli uomini, invece, troviamo una quantità maggiore di fibre muscolari di II tipo a, che equivale a una maggiore predisposizione alla prestazione di resistenza alla forza rapida.

Per quanto riguarda i parametri funzionali della funzione respiratoria, le dimensioni delle vie respiratorie, delle cavità nasali, della laringe, dei bronchi e i polmoni della donna, sono minori rispetto all’uomo. Questi fattori, associati alle minori capacitá di consumo e di utilizzazione periferica dell’ossigeno, fanno si che nella donna diminuisca la capacità del metabolismo aerobico. La minore dimensione del cuore della donna fa sì che, durante il carico fisico, l’organismo femminile regoli l’aumento del suo fabbisogno di ossigeno, soprattutto attraverso il poco economico incremento della frequenza cardiaca.

Non lasciatevi ingannare peró: per quanto la funzione respiratoria e l’efficienza cardiaca possano apparire svantaggiose nella donna rispetto ai loro colleghi maschi, nei carichi dei settori di resistenza si assiste nelle atlete ad una più elevata capacitá di sfruttare i grassi a scopo energetico. Nei carichi submassimali, la più elevata utilizzazione di grassi come fonte di energia è collegata ad un tasso minore di lattato e fa in modo che le donne siano relativamente piú portate degli uomini agli sport di resistenza

Insomma oggi ci siamo dedicati a vedere e ad analizzare le reali differenze che intercorrono tra i due sessi e come queste possano influire nella capacitá prestativa dio uomini e donne e nelle rispettive attitudini. Se è vero che tutti questi elementi siano innegabilmente determinanti nella definizione dei record, è altrettanto vero peró che non esistono delle zone franche o dei recinti impermeabili che impediscano a uomini e donne l’accesso ad alcuna disciplina fisica. Questo deve quindi darci consapevolezza da un lato, ma anche confortarci moltissimo dall’atro, rassicurandoci sul fatto che le nostre scelte in ambito di pratica sportiva, debbano essere influenzate solo ed esclusivamente dai nostri gusti e da nessun altro pregiudizio o preconcetto culturale.


In collaborazione con Volkswagen Veicoli Commerciali