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Esiste la scarpa da running perfetta?

Esiste la scarpa da running perfetta?

Esiste la scarpa da running perfetta? L’amico forte ci consiglia la sua scarpa come la migliore, guardiamo ai piedi dei campioni, ma esiste la scarpa perfetta?

Andrea Toso

28 Giugno 2021

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Abbiamo tutti la convinzione che quel modello, usato due, tre, dieci anni fa, fosse la scarpa da running perfetta, che come quel modello non ne abbiano più fatti.

Amici miei purtroppo non è così.

Spoileriamo subito il finale dell’articolo, la scarpa da running perfetta non esiste!

Purtroppo, non esiste la scarpa da running perfetta in assoluto, come non ne esiste una migliore delle altre in una singola stagione, nonostante premi di design, delle impressioni dei lettori, delle opinioni di influencer più o meno attendibili…

Esiste semmai la scarpa da running perfetta per il nostro piede, il nostro tipo di corsa, il nostro chilometraggio, il nostro tipo di allenamento.

Per spiegarvi questa “triste” considerazione ci sposteremo dal mondo del running a quello delle automobili per capire con esempi eclatanti gusti e destinazioni d’uso di prodotti diversi.

La Ferrari è una delle auto da sogno per noi italiani.
Ci sono anche la Maserati, la Lamborghini, la Pagani, solo in Italia, se rimanessimo in Europa avremmo da agognare anche alla Porsche, a un certo segmento delle supercar di Audi.
Bellissime auto sicuramente, auto da sogno, avendo un budget di euro illimitato sarebbe difficile scegliere la nostra vettura da sogno…

Certo che per andare a fare la spesa settimanale sarebbero auto un po’ scomode, non trovate?

Rimanendo nel lusso, se dovessimo andare a sciare con una Ferrari cabrio, una Monza (costo di 1,6 milioni di euro…) saremmo un po’ scomodi, e magari non sarebbe adattissima neanche per andare alla partenza della tapasciata domenicale, no?
Ecco. Il paradosso che abbiamo proposto ci fa capire che la scarpa da running perfetta non può esistere, sebbene ne esistano dei modelli che desideriamo ardentemente!

scarpa da running perfetta

Facciamo un esempio complementare: immaginiamo di avere una utilitaria ibrida, comodissima in città e con un bagagliaio decente per fare la spesa settimanale. Partiamo per una vacanza di un paio di settimane, desiderando di portarci via la MTB per qualche escursione.
Ehm… cosa portiamo via, le valige o la MTB?
Sicuramente è un’auto perfetta in città, per lunghi viaggi con tanto bagaglio sarebbe meglio avere un SUV, che però nell’uso cittadino ci darebbe grandi pensieri di parcheggio, di inquinamento, insomma più scomoda.

Se poi pensate che ogni automobile che esce, porta con sé delle innovazioni tecnologiche che la rendono migliore della serie precedente, beh, torna tutto anche con le scarpe da running.
Anche nel look, l’esempio spesso calza: quando esce una nuova serie spesso il design è molto innovativo, su cui bisogna ri-tarare il gusto, ma raramente i designer sbagliano la collocazione della linea/aerodinamica nel momento storico.

Con le scarpe da running abbiamo lo stesso impatto, estetico e di comfort.
Appena esce un rinnovamento di modello (esistono scarpe che sono a 15/20/25/30 e fino a 38 riedizioni) abbiamo sempre una doppia impressione, una di stupore/curiosità, una di shock per le novità, talvolta impattanti nella linea, qualcosa di estremamente nuovo cui bisogna abituarsi.
Abbiamo usato il modello X per 500/700/1000 km, o oltre, in una o più colorazioni, l’arrivo di una versione X+1 con una nuova suola, nuova tomaia, simile ma differente, talvolta ci sconvolge facendo rimpiangere la versione X.

Ah, quella con cui ho fatto la maratona di… nel 20xx era la scarpa perfetta da running, quella sì!

Siamo sicuri fosse la scarpa perfetta o eravamo solo in forma particolare?

scarpa da running perfetta

Come sosteniamo in diversi contenuti, scegliere un’unica scarpa polivalente, per l’allenamento su strada e gara, è più o meno una chimera.
Sicuramente lo è per i runners avanzati, ma il discorso vale anche per i principianti, sebbene possano avere una sensibilità di piede minore.

Una scarpa protettiva per l’allenamento medio quotidiano, da abbinare ad una più leggera e reattiva per lavori di qualità e ripetute, nonché a gare corte, ci aiuterà a migliorare la tecnica di corsa, perché il lavoro del piede, dall’appoggio alla spinta con le dita, viene amplificato e richiede una precisione maggiore.
Proprio come un’auto sportiva richiede una guida più precisa!

E se generalmente immaginiamo che un modello gara sia una scarpa perfetta da running, se la usassimo per lunghi lenti, o come scarpa quotidiana, avremmo serie ripercussioni sulla salute dei nostri piedi e muscoli delle gambe.

Kipchoge non si allena con le scarpe con cui ha corso a Vienna (da 299 €!), eppure  gliele regalano…

scarpa da running perfetta

Ammesso fosse la stessa dei negozi, ammesso quella sia una scarpa perfetta, nel senso di migliore tra le pari fascia, la calzata è facilmente meno confortevole di una scarpa protettiva per uso quotidiano, e non è detto sia adatta alla nostra forma del piede o corsa, e soprattutto usandola quotidianamente la usureremo in un mese, ma anche meno!

Al contrario, se prendiamo la scarpa da running perfetta per l’allenamento quotidiano, per il nostro piede almeno, e la usiamo in gara, sappiamo di avere un gap comparandola a modelli con piastra in carbonio, o intersuola più leggera che ci lasci spingere con le dita.

La scarpa da running perfetta esisteva? Non la fanno più?

Beh, leggendo siamo sicuri che qualcuno stia pensando che il modello X dell’azienda Y, durava il doppio di km del modello del 2021, qui c’è un fondo di verità: la leggerezza che richiediamo alle nostre scarpe (sicuri sia necessaria?!?) va “a danneggiare” la struttura dell’intersuola.

Nuove mescole vengono inventate per alleggerire l’intersuola, aumentando o mantenendo l’ammortizzazione.

La durata purtroppo cala, e sta a noi riconoscere i segni di usura e escogitare il modo per far durare le nostre scarpe il più possibile.
Il metodo migliore è alternarle, così da lasciare ai materiali elastici dell’intersuola tempo per riprendere la forma più simile all’originale.

Eh già, la scarpa da running perfetta non esiste!

Stefano Baldini ebbe l’onore, decisamente ben ripagato, unico atleta europeo, di ottenere un modello su misura per l’avvicinamento alle Olimpiadi di Atene del 2004, che usò come scarpa gara fino al momento del ritiro. Alternandola al 70% con le sue amate scarpe da allenamento, le ASICS 1100.

La scarpa da running perfetta, unica non esiste, neanche su misura!

scarpa da running perfetta

 

Photo by Rob Wilson on Unsplash