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Correre con il Cuore: Prevenzione Cardiaca e Tecnologia

Correre con il Cuore: Prevenzione Cardiaca e Tecnologia

Correre con il cuore significa anche rispettare il proprio cuore e controllare periodicamente il proprio stato di salute. Le macchine da corsa vengono revisionate ad ogni gara: noi possiamo prevenire problemi con un controllo annuale.

Riccardo Mares

19 Aprile 2021

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Si parla sempre di correre con il cuore, inteso come la passione per la corsa. Ma il cuore (assieme al sistema respiratorio) è il vero grande motore del nostro corpo. Numerosi sono gli articoli qui su Endu che parlano di allenamenti basati sul ritmo cardiaco, parlano di fasce cardio e parlano di monitoraggio. Il cuore è il nostro grande muscolo semi-involontario che pulsa senza che lo comandiamo ma  che è pronto a sgasare quando ci chiediamo di buttare già potenza a terra.

Ho voluto così approfondire l’argomento con Giuseppe Colangelo, rinomato cardiologo, runner e da mesi in prima linea per la lotta al Covid presso la sua natia regione Campania.

 

Un dottore, cardiologo e runner. Sono cose conciliabili?
Sicuramente fare il cardiologo con la passione per la corsa è veramente difficile, per i turni cui sono sottoposto quotidianamente. Però riesco sempre a trovare uno spazio da dedicarmi per svolgere la mia attività fisica, principalmente correndo ma soprattutto liberando la mente da tutte le problematiche connesse alla mia professione. È diventato un momento indispensabile per poter stare bene fisicamente e soprattutto mentalmente per meglio affrontare la vita professionale e non.
Il lock down e il conseguente blocco degli sport ha portato molta gente verso jogging e running. Da medico hai qualche consiglio?
È vero, molte persone per evadere da casa hanno iniziato a svolgere attività all’aperto. A volte però in modo non corretto quasi da sprovveduti. Ritengo sia necessario sempre controllarsi, cominciando da un corretto e sano stile dietetico, per evitare spiacevoli sorprese. Mi riferisco soprattutto a persone in sovrappeso o obese del tutto, mentre affrontano sforzi fisici di elevata intensità a cui non erano abituati in passato, e a persone che presentano patologie, a volte anche inconsapevolmente.
Si legge molto di come allenarsi col cardio e le zone cardiache. Da runner e soprattutto cardiologo cosa puoi dire?
Da cardiologo voglio semplicemente ribadire che è importante anzi indispensabile un controllo mirato e approfondito del “motore” ovvero il nostro cuore. Tenendo ben presenti le varie patologie cardiovascolari come l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, ecc.  e tutti i maggiori fattori di rischio cardiovascolari, per “calcolare” in percentuale la nostra probabilità ad avere in futuro patologie e legale al cuore.
Il cuore si allena? Quali i benefici e quali le cose a cui prestare attenzione?
Il cuore è un muscolo involontario, cioè non è sotto il controllo della nostra volontà. Ma è sempre un muscolo soggetto a modifiche strutturali legate all’attività fisica. Ad esempio una cosa importante che è comune negli sportivi è la bassa frequenza cardiaca, cioè la bradicardia da sportivo o da ipertono vagale che è segno di un cuore allenato e tollerante agli sforzi fisici. Esiste a tal proposito il cuore d’atleta caratterizzato da  ipertrofia fisiologica delle pareti muscolari. Ecco l’importanza di una corretta stratificazione cardiovascolare eseguendo ad esempio un ecocardiogramma che permette di identificare situazioni patologiche che riguardano  l’aorta e le valvole cardiache in generale che possono compromettere la vita, se si svolgono determinate attività come la corsa ad una certo livello e a una certa intensità.
Dal punto di vista cardiologico cosa possiamo fare prima durante e dopo la corsa per essere dei “bravi bambini”?
Una volta fatti i dovuti esami strumentali tipo l’ecocardiogramma, la visita cardiologica con elettrocardiogramma ed test ergometrico, importante  diventa il riscaldamento dei muscoli, facendo esercizi di stretching, di elasticità delle nostre articolazioni e alla fine dell’attività stesso un recupero funzionale, con gli esercizi che servono  a “scaricare” e a non sovraccaricare i muscoli delle gambe soprattutto già interessate dalla intensa attività fisica.
A volte purtroppo capitano situazioni impreviste e molti di noi non sono preparati. Hai consigli su cosa fare? La tecnologia ci può aiutare?
App #IoRianimo per allertare i soccorsi nel più breve tempo possibileRipeto ancora una volta che fondamentale è la prevenzione, che è una arma a basso costo che ci consente di intercettare soggetti ad medio ed alto rischio cardiovascolare. La tecnologia ci aiuta tantissimo con le strumentazioni mediche in nostro possesso. A volte lo stesso atleta, con ad esempio gli Apple Watch di nuova generazione, riesce ad  inviare una registrazione ecografica nella valutazione di una eventuale aritmia. Prevenire quindi è indispensabile per evitare eventi spiacevoli e inattesi come l’infarto del miocardio, le aritmie come la fibrillazione atriale o ancora peggio la fibrillazione ventricolare, causa della cosiddetta morte improvvisa (insospettata)!
Ci sono poi tecnologie che possiamo portare sempre dentro al nostro smartphone come #IoRianimo, un’app disponibile sia per Android sia per iOS che permette in pochissimi passi di lanciare un’allerta di arresto cardiaco e ricevere adeguati soccorsi, grazie a una rete di rianimatori sul territorio! L’app è stata sviluppata dall’associazione Cuore Campania con la presidenza di Cornelio Scialdone e  consente di ridurre sensibilmente in tempi di intervento, creando rete tra gli  operatori BLS-D (Basic Life Support – Defribillation) non solo medici/infermieristici ma anche facenti parte dell’esercito o dotati del brevetto all’uso.
Un’app innovativa in un momento critico che purtroppo vede un aumento dei casi di morti inaspettate e anche di arresti cardio-circolatori. Questa la presentazione ufficiale:
#IoRianimo: l’app che può salvare una vita! #IoRianimo permette di lanciare richieste di soccorso per persone in arresto cardiocircolatorio ad operatori BLSD/PBLSD, presenti in zona. Progetto realizzato da Cuore Campania e Datasound srl.
Cosa significa per te correre con il cuore?
Per me correre col cuore significa innanzitutto correre per stare bene con se stessi ed essere in grado di trasmettere messaggi di promozione della salute. Per il bene comune correre è libertà di poter vivere quasi in una dimensione virtuale, soprattutto adesso che siamo bombardati continuamente da notizie cattive legate alla pandemia da Covid 19. La speranza è che un giorno si possa ritornare alla normalità, correndo sempre ma anche riprendendo a gareggiare. Sì perché  le gare mi mancano con gli sfottò tra amici, i continui sorpassi, la gente che ti incita e soprattutto le volate finali, a pochi metri dal traguardo che ti davano una scarica di adrenalina non indifferente!
Un caloroso grazie a Giuseppe Colangelo, che ha trovato il tempo per questa intervista, nonostante i lunghi turni in ospedale in questo lungo periodo di continua urgenza nella guerra al Covid. Uno speciale grazie anche a Salvatore d’Elia per avermi dato l’occasione di conoscere Giuseppe e per i tanti spunti di riflessone del suo particolare libro Diario di una quarantena: un libro scritto più di un anno fa ma purtroppo ancora così attuale. Io e Salvatore su alcuni aspetti siamo molto distanti, ma mi ritrovo tantissimo in alcuen sue riflessioni: poi le decliniamo in modo molto diverso ;)