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BAM!  “Bicycle Adventure Meeting”

BAM!  “Bicycle Adventure Meeting”

Abbiamo intervistato Andrea Benesso per farci raccontare la filosofia dell’evento che ogni anno richiama sempre più appassionati da ogni parte d’Italia (e non solo). 

Silla Gambardella

17 Marzo 2022

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BAM! è l’acronimo di “Bicycle Adventure Meeting” ed è il raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta. Nato nel 2015 da un’idea di Andrea Benesso ed Eleonora Bujatti, dell’agenzia 3Parentesi, quest’anno è giunto alla sua ottava edizione.

L’appuntamento è a Mantova, dal 10 al 12 giugno. Ci saranno workshop dedicati al cicloturismo, stand di aziende del settore e come sempre la possibilità di dormire in tenda all’interno del villaggio del BAM! Ma soprattutto, sarà una grande festa dove incontrare amici con la stessa passione, pedalare e bere una birra insieme. 

Abbiamo intervistato Andrea Benesso per farci raccontare la filosofia dell’evento che ogni anno richiama sempre più appassionati da ogni parte d’Italia (e non solo). 

Andrea, come è nato il BAM?

La nostra agenzia organizza da sempre eventi legati al tema dell’esplorazione. Otto anni fa ci accorgemmo che non c’era nulla dedicato al viaggio in bici. E così, un po’ perché io ero già di mio appassionato di cicloturismo, un po’ perché il fenomeno stava esplodendo, decidemmo di provarci. 

La prima edizione fu a Livigno. Fu una sorta di test, per capire se avrebbe funzionato. Ci aspettavamo una quarantina di persone, ne arrivarono 200. Molti partecipanti arrivarono in bici, partendo anche da lontano, in perfetto stile BAM!

L’anno dopo riproponemmo l’evento, stavolta nella location di Noale, in provincia di Venezia. Ci aspettavamo 200 persone, ne arrivarono 3000. 

Per dirla in breve: nacque come una semplice prova e invece da subito fu capace di intercettare l’entusiasmo degli appassionati. 

 

Per chi è il BAM!?

Il BAM! ha la velleità di includere un ampio spettro di cicloviaggiatori. Se guardassimo ai due estremi: da una parte c’è colui che io chiamo “esploratore in bici”. È il ciclista che va in zone remote, dorme in tenda ed è autonomo in tutto e per tutto. E dall’altro lato ci sono coloro che vivono il concetto più facile e divertente del viaggio in bici: penso alle famiglie che trascorrono un weekend fuori porta, pedalando sulle ciclabili. Il BAM! è per chi ha una bici gravel ma anche per chi usa bici da città di una volta, quella che si usava per andare a fare il picnic in campagna. 

Tutti hanno però un denominatore comune, ed è l’allegria della bici nella sua semplicità. 

Il simbolo del BAM! è un orso che pedala e generalmente non si fa mai mancare una birra. È racchiusa un po’ la filosofia dell’evento in questo logo? 

L’orso come animale simbolo del BAM! è apparso già dalla seconda edizione. Per noi l’orso incarna lo spirito del viaggiatore: l’orso è un animale solitario, che sa stare bene con se stesso, ma che ha un’indole pacifica. Chi viaggia in bici ama spesso farlo da solo, per avere i suoi ritmi e godere delle bellezze del viaggio in tranquillità, ma al contempo sa godere della socialità che la bici crea. Il viaggiatore ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi orizzonti ma non può rinunciare al piacere di incontrare gli altri. 

Negli anni si sono susseguite diverse location: Livigno, Noale, il Rifugio Lausen, Mantova..

Le location che cerchiamo devono essere belle, emozionanti, originali. Il BAM! deve essere anche l’occasione per conoscere un territorio. E noi scegliamo sempre territori che credono nel cicloturismo e nella mobilità sostenibile. L’amministrazione di Mantova ha colto subito la filosofia del nostro evento. Abbiamo scelto questa città anche perché la riteniamo un luogo dove incontrare l’essenza dell’Italia storica, medievale. Con il suo piccolo borgo che ha i sapori tradizionali, e il fiume Mincio a fare da cornice. 

 

Chi viene al BAM! può scegliere di dormire in tenda.

Può portare la sua tenda o scegliere una tenda pre-allestita e portare solo il sacco a pelo. Fin dalla prima edizione del BAM! abbiamo scelto di fare dormire le persone in tenda per assaporare l’atmosfera del viaggio. La tenda è coerente con l’idea minimalista del viaggiare in bici. Dormire in tenda non è solo per spendere meno. È una scelta esperienziale. Al cicloviaggiatore piace addormentarsi sotto le stelle, essere a contatto con la natura e concedersi un momento lontano dalla civiltà. 

Novità particolari previste per quest’edizione? Ospiti?

Stiamo confermando alcuni ospiti, anche internazionali. Per ora non facciamo ancora nomi. Diciamo solo che avremo sul palco chi racconterà esperienze di grandi viaggi e chi racconterà di viaggi più semplici ma con motivazioni speciali. E poi inviteremo persone che possano essere di ispirazione per gli altri attraverso le loro storie. Ci sarà anche qualche artista. E daremo spazio ai workshop. 

Quali?

Ne avremo di vario genere. Dalla meccanica della bici, alla preparazione per l’esperienza su una ultra-distanza, come può essere ad esempio la Silk Road, la Via della Seta. Ci saranno dei workshop di cartografia. E qualcosa su come prepararsi per viaggiare la freddo. Il BAM! è anche un’occasione per imparare. 

La bici più strana che hai visto al BAM!?

Ne ho viste tante… (sorride) ne cito due. Una è quella di Omar Chinea, alias Bear’s Feather. Viaggia in giro per l’Europa con una Graziella rosa allestita in modo particolare, con portapacchi, borse e cestino anteriore. È un personaggio fantastico e la bici con cui lui viaggia è incredibile. A me non verrebbe mai in mente di andare a Capo Nord con la sua bici. Non solo perché è una Graziella, ma perché è… scassatissima. Mal lui ci tiene. Fa parte del suo essere. È un viaggiatore nudo e puro.

La seconda bici è quella di un ragazzo di Varese, anche lui si chiama Omar, e l’anno scorso venne al BAM Campfire (è il secondo evento organizzato da 3Parentesi, una sorta di BAM! di fine estate che si tiene solitamente in settembre; la prossima edizione sarà in Trentino dal  – ndr). Ogni anno Omar fa due viaggi in bici. E la bici che usa è allestita nel minimo dettaglio, con una cura creativa mai vista. Per fare un esempio: quando l’ho incontrato, nel portapacchi anteriore aveva una cassetta di plastica dell’Ikea dentro la quale aveva una cassetta degli attrezzi. Dentro non c’erano chiavi o brugole, ma il suo kit per il pranzo e la cena. Portava con sé una caffettiera da 4. Aveva tanti di quegli oggetti… credo che la bici pesasse qualcosa come 70 chili. Di solito chi viaggia in bici vuole essere minimalista, lui invece si ispirava al massimalismo. Però, a detta sua, in quel modo poteva viaggiare in autonomia e con il minimo della spesa.

Il BAM non è solo un evento ma anche un gruppo di amici. 

Prima di essere un evento, il BAM! rappresenta una comunità di persone che condividono un modo di viaggiare e di vedere la vita. È proprio questa la cosa bella. Quando c’è l’evento, vedo persone che si sono sempre sentite nominare o si seguono sui social che finalmente si possono incontrare fisicamente. Ci sono persone che si sono conosciute al BAM! e poi hanno deciso di partire insieme per qualche viaggio. 

Cosa serve davvero per viaggiare?

Serve la bicicletta, di qualsiasi tipo, e poi serve un po’ di curiosità. La voglia di andare a scoprire qualcosa. Penso che spesso noi siamo cresciuti nel mondo di Ryanair. Sei abituato all’idea di un viaggio mordi e fuggi, quasi consumistico. Vai in un posto tre giorni, metti la bandierina sulla mappa geografica e dici: “Visto”. La mia idea è l’opposto. Si parte con la curiosità di esplorare un territorio. Se vado in Francia non è solo per visitare Parigi, ma anche i posti della campagna limitrofa. Per l’Italia questa filosofia vale tantissimo. Io amo i bar di provincia. I piccoli borghi medievali. Ma li vedi o perché viaggi in bici o perché ci passi in auto e ti scappa la pipì. Il viaggio in bici ti permette di vedere il mondo con altri occhi e con un altro ritmo, assaporandone dettagli altrimenti inesplorabili. 



Silla Gambardella